1 Settembre 2025

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Dispersi e Scomparsi. Cosa dicono le normative.

Spesso mi imbatto durante i Webinar o nel normale interloquire con chi fa attività di Protezione Civile, in mancanza di conoscenze normative nell’ambito dell’attività che si svolge. E’ ben chiara la differenza tra Disperso e Scomparso, sia dal punto di vista giurisdizionale che procedurale, come indicato dalla Circolare del 15 Gennaio 2021 redatta dal Commissario Straordinario per le persone scomparse, che ne è documento di riferimento. Fare formazione, oggi, comprende conoscere e studiare le normative di riferimento e soprattutto approfondire le conoscenze dei discenti, al fine di rendere la formazione teorica parte integrante del percorso di ogni singolo specialista. In questa circolare si fa riferimento alla revisione dei Piani Provinciali per la Ricerca delle Persone Scomparse. La ricerca delle persone scomparse è regolata dall’art. 1, comma 4, della legge 14 novembre 2012 n. 203 e prevede che “l’ufficio di polizia che ha ricevuto la denuncia promuove l’immediato avvio delle ricerche e ne dà contestuale comunicazione al prefetto per il tempestivo e diretto coinvolgimento del commissario straordinario per le persone scomparse, nominato ai sensi dell’articolo 11 della legge 23 agosto 1988, n. 400, e per le iniziative di competenza, da intraprendere anche con il concorso degli enti locali, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e del sistema di protezione civile, delle associazioni del volontariato sociale e di altri enti, anche privati, attivi nel territorio.” La ricerca degli scomparsi, dunque, deve essere attivata esclusivamente per le persone per le quali è stata presentata una denuncia di scomparsa ai sensi della citata legge 203/2012. Pertanto tale attività non rientra nell’ambito di applicazione dei Piani Provinciali di Protezione Civile, seppur citati (vedi sopra), in quanto eventuale risorsa a disposizione per concorrere alla ricerche. “Dalla definizione di persone scomparse va tenuta, inoltre, distinta quella relativa ai dispersi,con cui si individuano tutte quelle situazioni nelle quali la ricerca della persona è localizzata in un’area determinata a seguito di un evento accidentale, idoneo a porre in pericolo la vita umana (cfr. la Circolare del 6 marzo 2014 del Commissario straordinario per le persone scomparse e la Circolare del 16 maggio 2016 del Capo Dipartimento della protezione civile e, in particolare, le competenze attribuite ai sensi dell’art. 1, comma 2, della legge n. 74 del 2001 e successive modifiche).” Com’è noto, infatti, alle attività di ricerca di persone a seguito di emergenze connesse con eventi calamitosi di origine naturale o derivanti dall’attività dell’uomo, come declinate dalle lettere a),b) e c) dell’art. art. 7 del decreto legislativo n. 1/2018, che ha sostituito l’art. 2 della legge 225/1992, si applicano le disposizioni del decreto legislativo n. 1 del 2018 (Normativa di Riferimento per le Attività di Protezione Civile). Il documento richiama l’attenzione ad adeguare il piano provinciale alle disposizioni della legge 203/2012, eliminando ogni eventuale riferimento alle persone disperse quali, a titolo meramente esemplificativo: escursionisti, alpinisti, speleologi,cercatori di funghi, boscaioli, pastori, e altri, per i quali risulti definita un’area di ricerca. Francesco Piliego

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IL PROBLEM SOLVING NELLA RICERCA PERSONE

Spesso mi imbatto in diversità’ di vedute su questo argomento. Quando mi chiedono come lavora il mio cane, rispondo che mi fido di lui e che gli do il tempo necessario per farmi capire se ha percepito qualcosa e di conseguenza non applicare inizialmente nessuna tattica di intervento in zona e fidarmi di lui. Mi sento rispondere “ma all’esame vogliono che gli faccio vedere come batto la zona, che seguo quello che ho dichiarato, ecc…” Se siete preparati , sapete usare i sistemi gps e la carta, se avete esaminato la zona della ricerca prima di partire, saprete in qualsiasi momento dove vi trovate all’interno dell’area, e guarderete il gps o la carta solo se necessario, non lo avrete sempre in mano come se cercate funghi! E’sicuramente corretto avere una cane che segue le nostre direttive, come e’ sicuramente corretto, se si decide di partecipare ad un brevetto/esame che prevede di seguire un regolamento, prepararsi per quello, ma l’addestramento,le simulazioni reali e gli interventi sono diversi. L’importanza della conoscenza del vostro cane parte dal guardare lui e non il GPS o la carta ogni tre secondi, bisogna conoscere le modalità di lavoro del nostro cane, conoscere le caratteristiche di razza, avere FEELING con lui e conoscere a memoria ogni suo movimento impercettibile del naso, della coda, degli occhi e aggiungo le modalità di gestione del respiro. E se c’è un secondo figurante? In qualsiasi momento della ricerca possiamo definire o ri-definire la tattica di intervento. Consideriamo anche che durante la ricerca puo’ esserci la necessità di un cambio di tattica in qualsiasi momento dovuto a opportunità o problematiche.Non dimentichiamo che siamo noi un ausilio a lui di più di quanto lo è lui per noi! Se il cane e’ preparato, lo sente, lo trova e segnala: a questo non ci sono scuse! Se ci troviamo nella posizione di giudicare, riusciamo a imporre la nostra valutazione sulla velocità di risoluzione a discapito di un punteggio della gestione della zona? La gestione della zona ci serve per capire il livello di preparazione del conduttore, non del cane: il cane deve “disobbedire”ad un “comando direzionale” e andare dritto a segnalare la persona!!! E questo non è un cane “out of control”, ma un cane solido, costruito per quello che stiamo facendo. Mi piacciono i cani “lunghi”? SIMi piace correre quando sento abbaiare il cane a 300 metri? SIMa non aspetto di vedere a cosa abbaia, alzo la mano! Punto!…se lo avete costruito in maniera corretta, se avete provato, sbagliato e studiato le sessioni di formazione, fidatevi del cane! Mi piace trovare veloce, non in fretta! Veloce potrebbe significare avere a disposizione qualche istante in più per soccorrere, perché si, lavoriamo per trovare, ma dobbiamo essere in grado di soccorrere…perché a furia di seguire il regolamento, il cane quando sente il “bip” della radio, sa che è finita prima di noi.

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Mordere non vuol dire Morsicare

Mordere non vuol dire Morsicare! Mordi quanto te lo dico io, morsichi quando vuoi tu… Mordere è disciplina, sport, educazione, attitudine, divertimento, regole e autostima. Dare le competenze sul morso ad un cane è una delle attività che preferisco. Per insegnare al cane il morso bisogna essere connessi, perché il morso è rispetto! Il morso è gioco, se gestito bene! Mordere è un premio! Si morde per gioco, non per frustrazione…la frustrazione fa morsicare! Insegnare il cane a mordere, dal gioco, al costume, alla manica, al salamotto, prevede esperienza, conoscenza delle tecniche, delle attrezzature da utilizzare, conoscenza del cane ma soprattutto conoscere come non creare problemi fisici al cane. Mordere è condivisione del gioco, vicinanza, rispetto…e tanto divertimento! Morsicare è pazienza! Pazienza nel comprendere le problematiche che stanno dietro al morsicare, è rivolgersi a colleghi professionisti che si occupano di risoluzione di problematiche relative ai comportamenti. Dall’educazione del morso non si passa al morsicare, ma il morsicare può diventare educazione al morso in percorsi condivisi! E’ necessario diffondere la differenza tra queste terminologie perché la gente comune possa avvicinarsi agli sport di morso ed alle attività di morso. Concludo con una riflessione legata al lavoro con i cani: Il premio con il cibo è un’ottima è fondamentale tipologia di premio, non la soluzione al non sapere insegnare il gioco del morso. Per svariati motivi, tra cui che sono due rinforzi con fondamenti diversi. Francesco Piliego

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Come diventare Professionisti

Nessuno e’ mai arrivato a giocare in seria A senza aver mai toccato un pallone.  Le Società di Professionistiche di Calcio sono “Aziende” che creano profitti. Le società dilettantistiche delle categorie minori sono Associazioni Sportive.  Questa e’ la prima grossa differenza. Quanti anni un ragazzo deve solcare campi di calcio fangosi, pioggia, neve , palloni pesanti, arbitraggi sconsiderati, panchine al freddo,tifoserie accanite, prima di solcare un campo da professionista? Tanti…e non tutti ce la fanno, quasi nessuno! Ma quelli che arrivano al professionismo, non hanno mai mollato, sacrificando affetti, fidanzate, lavoro… Questo per dirvi il mio pensiero sulla cinofilia moderna: Fate sport, fatene tanto con il vostro cane, divertitevi, provate, sprecate cani, tempo…buttate via soldi per stage che ritenete inutili,trovate la vostra strada, percorretela, non mollate…e prima o poi, se ci credete, facendo sport, qualcuno vi noterà e si siederà a bere una birra con voi, per insegnarvi, trasferirvi competenze, farvi crescere e PAGARVI per quello che fate.  Eh già’, perché anche in cinofilia come nel calcio, si parte dal campo sterrato, per arrivare nei campi di Serie A.  Eh già, perché anche la cinofilia e’ fatta di aziende, professionismo e professionalità! Anche in Cinofilia vi faranno contratti che dovrete rispettare, lavorerete per aziende, e ricorderete che un giorno di tanti anni fa, avete fatto sport.  E lo sport vi ha portato a farlo per lavoro… Quando dico, e difendo in maniera accanita, che lo sport e’ uno dei migliori serbatoi di generazioni future, lo dico per questo! Lo sport insegna la professionalità…insegna il proprio turno.  Poi dovrete essere voi a non sbagliare il rigore…

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La scelta del percorso

Quello che non si pensa e’ che tutto quello che fa il cane e’ detection. Dalla ricerca sostanze alla ricerca persona, dalla droga all’esplosivo, al kong, dai semi di finocchio alla moneta… All’interno di questo mondo al servizio della comunità o all’interno di percorsi sportivi, quello che si fa formando un cane e’ renderlo consapevole delle capacità derivanti dall’uso del proprio senso più spiccato: l’olfatto L’errore più comune però è non sfruttare le capacità innate del cane , mettendo in atto solo condizionamenti meccanici basati sul mero pensiero di arrivare il più in fretta possibile al risultato. Non esiste il metodo perfetto, esiste il giusto metodo per il tipo di cane che si sta lavorando. Questo non capita solo nella detection, ma in molte altre discipline. Quando “addestriamo” il cane solo meccanicamente, otterremo risultati nell’immediato, ma non appena avremo bisogno della collaborazione, ci troveremo a dover constatare che il cane non ha solidità. Ci si accorge sempre nel medio/lungo periodo se le costruzioni fatte hanno portato i risultati sperati. Comprenderlo non e’ semplice, ma se non lo facciamo, saremo costretti a dover sempre correggere, ricostruire e cercare di stabilizzare l’addestramento. A questo dobbiamo aggiungere che se il nostro partner e’ anche il nostro miglior “strumento” di lavoro, gli errori che commettiamo in fase di costruzione potrebbero costringerci a doverci fermare dall’attività per riprendere passaggi formativi effettuati in maniera non corretta. Scegliere la nostra formazione prevede studio. Anche questa fase e’ parte integrante e fondamentale dei percorsi formativi. Francesco Piliego DTP Dog Trainer Professional FCC N.112 UNI 11847 Working Dog Handler Patrol & Defence Dog Narcotics Detection Dog Explosives Detection Dog Urban Security Dog

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Le Certificazioni in Cinofilia

Ho avuto l’occasione di intervistare Daniele Di Lauro, Responsabile Tecnico di FCC Italia, Ente Certificatore per la Cinofilia. Abbiamo affrontato le tematiche relative alle certificazioni per i professionisti cinofili, con un Focus importante sulla Detection, ma con occhio anche ad altri ambiti importanti. Quali sono i vantaggi e le opportunità per chi della Cinofilia ne ha fatto il lavoro principale. Nel link Youtube al Canale di Kappanove trovate il Webinar Gratuito. Per tutte le informazioni potete visitare il sito http://www.fccitalia.it. Francesco Piliego

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Cani da Detection : Gioco o Cibo?

L’impostazione ed il conseguente rinforzo utilizzato nella costruzione del cane da Detection non dipende non solo da quello che si vuole dal cane, ma anche dalle sue caratteristiche. Ma non solo… Si può affermare che con entrambi i rinforzi si possa arrivare allo stesso risultato? Secondo me si! Costruzione del comportamento e rinforzo sono due delle fondamenta. Potremmo dire che in linea generale il cibo ci permette maggiori ripetizioni, ma non è corretto in termini assoluti. Il gioco rimane sempre il gioco! Io personalmente, ad esempio, il gioco lo uso come jackpot! Ma torniamo all’argomento… In fase di impostazione, ad esempio , in linea generale, nell’utilizzo del cibo prevedo che il conduttore debba necessariamente stare molto più vicino al cane, in primis perché non mi piace il lancio del cibo ed infine perché la contaminazione del cibo in terra non mi piace all’interno della palestra, per diversi aspetti che comprenderete. Viene da sé che ,in questo , il gioco potrebbe essere notevolmente migliore come rinforzo. Non è da sottovalutare neppure l’utilizzo di supporti addestrativi diversi e costruzioni parallele da effettuare con il cane, soprattutto nel gioco. Nell’utilizzo del cibo invece, non possiamo non tenere conto della quantità di cibo da utilizzare e della tipologia di premio. Questo a tutela della salute e del benessere del cane. Troppe volte si sottovaluta questo aspetto quando invece è fondamentale, soprattutto con soggetti predisposti al lavoro con il cibo. Aldilà degli aspetti tecnici in cui non ho volutamente entrare in questa riflessione, penso che il lavoro con il cibo sia più’ adatto a chi ha meno esperienza mentre ritengo che il lavoro con il gioco richieda competenze maggiori. Questo parallelamente alle caratteristiche del soggetto con cui si lavora. L’ultima riflessione e’ che bisogna considerare anche quello che il cane andrà a svolgere in termini di lavoro e lavorare comunque tutti gli aspetti collaterali relativamente alla discriminazione. Francesco Piliego

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A lezione con Giasone

Come i limiti del cane ci fanno essere cinofili migliori… “Giasone è un Pastore Tedesco di 4 anni che ha subito un l’avvelenamento all’età di 30 giorni di vita rallentandolo nella crescita fisica ma non cognitiva. Ha un danno permanente al gomito e per questo è limitato nel movimento e nelle varie attività che svolgiamo. Nonostante sapessi le criticità di crescita di Giasone ho deciso di portarlo a casa e occuparmi (non solo io ma anche mia moglie e mia figlia) al cento per cento di lui perché Lui era ed è il Mio cane, scelto da Fabiana, la sua allevatrice, per me. La prima volta che l’abbiamo visto (godeva ancora di ottima salute) ho sentito proprio un legame profondo che ci univa. Il cane per me è in prima battuta un membro della famiglia, poi un compagno di lavoro è di attività varie, ed è per questo che non ho mai avuto ripensamenti in merito alla decisione presa e alla scelta che Fabiana ha fatto per me… anzi, da poco è arrivata una cucciola, Iside, nipote di Giasone, anche lei proveniente dallo stesso allevamento, Leonessa d’Italia, che mi conferma quanto Fabiana sia competente e attenta nella selezione della sua razza. In merito alla genetica, essendo Giasone un cane con importanti linee da lavoro alle spalle ha necessità di canalizzare le sue pulsioni nel lavoro e la Detection lo sta aiutando moltissimo. Gestione dell’emotività, collaborazione e motivazione nel problem solving sono alla base del lavoro che stiamo impostando e costruendo su di un cane come lui.” Giasone Leonessa d’Italia e Umberto Guerini in Detection Ho chiesto a Umberto Guerini, Amico e professionista della Cinofilia,Titolare del “Centro Cinofilo Passion For DOG’s”di Bologna di riassumermi il suo rapporto con Giasone perché nell’ambito della detection e’ un cane incredibile. Forse ho visto somiglianza tra Diesel e Giasone , e la riflessione e’ stata: i limiti sono nella nostra testa! Le attività olfattive sono anche e soprattutto questo: dare la possibilità a soggetti “fragili” ed ai proprietari di svolgere attività per cui i cani si sentano comunque appagati. Non ho approcciato MAI, e’ Umberto lo sa, prevenuto per la condizione fisica di Giasone. Ho sempre spinto comunque! Abbiamo costruito insieme un programma a sua tutela, che però lui ci ha dimostrato in più occasioni non essere sufficiente a farci capire che lui la sua determinazione voleva farcela vedere! Ritengo sia giusto dare risalto ai professionisti che operano a tutela del benessere dei soggetti, perché se si lavora in Team professionali, si riesce a fare tutto. Io considero Giasone un cane con delle caratteristiche incredibili nel campo della detection, un cane sicuro, deciso, quasi infallibile, che potrebbe tranquillamente svolgere attività a livello operativo insieme ad Umberto, anche con queste caratteristiche, usando consapevolezza. Non compatisco mai, sprono a tirar fuori tutto, dalle persone agli animali, consapevoli dei propri limiti, ma decisi a superarli! Grazie a Umberto per queste righe ed alla fiducia che mi dai giornalmente nel lavorare insieme a te e Giasone, per me continua ad essere un esempio di forza e determinazione. I limiti sono fatti per essere superati…parola di Giasone!… #kappanove #alezionedagiasone #detection

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Tira piu’ un pezzo di KONG , che un carro di buoi!

Mi trovo sempre piu’ spesso a confrontarmi con binomi provenienti dallo sport, che vogliono accrescere le competenze sulla Detection per riuscire a migliorare e portare a casa ottimi risultati. Per scelta ho deciso di non far parte di nessun circuito sportivo, semplicemente perchè voglio portare avanti le mie idee, le mie esperienze, che fino ad oggi mi hanno permesso e mi permettono ancora, di ottenere gli obiettivi che mi prefiggo insieme a chi segue i percorsi che faccio e di appassionarmi ancora nello studiare, in primis sul mio cane, le varie possibilità di crescita che ci sono in questo fantastico ambito di lavoro con il cane. Contribuisco pero’ a preparare diversi binomi che gravitano nei circuiti cinofili sportivi, quindi leggo regolamenti di gare, disciplinari, ecc… Premetto che ritengo lo sport “PROPEDEUTICO” alla professione, intesa come professionalità, l’ho sempre sostenuto, anche facendomi sentire a gran voce, e quindi spero che queste poche righe possano essere non solo un pensiero, ma uno spunto di riflessione… COSA VUOL DIRE? Vuol dire che il solo fatto di fare sport non deve prescindere dalla conoscenza dei fondamenti, delle caratteristiche dei cani, dell’uso dell’olfatto, a prescindere dalla disciplina, intendiamoci. Bisogna sapere quali sono i concetti di contaminazione, discriminazione, volatilità delle sostanze…insomma non basta far mettere il naso del cane su un barattolo, fare click e premiare! …o meglio, se qualcuno lo vuol fare, lo faccia! Il risultato sportivo/operativo è solo la conseguenza del percorso di costruzione. Spesso penso che mi piacerebbe cimentarmi in gare di Detection, perchè credo fortemente che se ci fossero regolamenti e disciplinarti “forti”, ci si divertirebbe per davvero, anche chi lo fa per mestiere. Un po’ come succede in tante altre discipline dove, almeno nelle categorie piu’ performanti, il livello è alto… e dove spesso trovi conduttori che sono anche Trainer! Penso anche che la detection, è una delle poche discilpline, forse l’unica, dove poco conta il giudizio soggettivo del giudice: conta il lavoro del cane e la precisione! …(anche la velocità mi verrebbe da dire…) se cavalchiamo solo l’onda, prima o poi finisce… Nella maggior parte dei Regolamenti, ad esempio, basta che il conduttore indichi con un segnale che il cane ha segnalato: non puo’ non contare la precisione della segnalazione, non possiamo non chiedere esattamente dove si trova la sostanza. un cane che segnala a 10 cm non è uguale ad un cane che segnala a 50 cm, il ventaglio si allarga non di poco. Non possiamo non considerare che se prepariamo gare di piu’ livelli nello stesso campo, lo stesso giorno, non esistano le contaminazioni! Penso che anche lo sport sia professione, intesa come lavoro e competenza, e tanti sono i professionisti che ne fanno parte, tantissimi. Riflettevo qualche tempo fa su un argomento di calcio con alcuni amici: tanti anni fa, quando ho iniziato a giocare a calcio, facevi allenamenti interi a fare gli stop di petto, i passaggi di piatto, i colpi di testa…con allenatori vecchio stampo, oggi molte squadre addirittura hanno allenatori nelle giovanili che neanche hanno il tesserino, pero’ , c’è un pero’: i ragazzini si divertono di piu’ perchè si fanno solo partitelle e tiri in porta, perchè senno’ non vengono piu’ …intanto saper stoppare una palla, non serve, dicono… Ci riempiamo la bocca nel dire che i cani, anche quelli che svolgono i compiti piu’ pericolosi, imparano giocando, ma poi non sappiamo insegnare le regole del gioco… Francesco Piliego

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Fare e Formare: la grande differenza in detection tra fare i cani e formare i conduttori.

C’è una grande differenza tra formare i cani ed il binomio, ovvero cane e conduttore. Il “meccanismo” metodico della formazione del cane e’ relativamente semplice, ma insegnare al conduttore come non influenzare, e di conseguenza accrescere, le competenze del cane, e’ la vera sfida. Oggi ci si concentra sul fornire i cani, non tenendo in considerazione che in un lasso temporale “lungo”, questo possa aumentare l’inefficienza. Il mantenimento addestrativo e’ la vera sfida, ovvero rendere chi conduce il cane, il vero valore aggiunto del binomio. Il cane non e’ finito quando riconosce le sostanze, quello e’ il vero inizio! Sono fermamente convinto che si debba fare un eccellente lavoro di condizionamento, per poi, fuori dalla palestra, indurre il cane ed il conduttore a sbagliare e riflettere, per usare un problem solving adeguato. “Quando dico ai seminari che il successo arriva quando, conducendo il cane in addestramento, riuscirete a cantare la vostra canzone preferita, lo dico perché bisogna essere capaci a non condizionarlo. Questo vi porta al successo…” Le credenze dell’handler influenzano i risultati del rilevamento dell’odore del cane”, è disponibile online all’indirizzo: http://www.springerlink.com/content/j477277481125291/ . Effetto “Clever Hans” Si parla infatti del fenomeno ‘Der Kluge-Hans-Effekt’ in casi in cui un animale, o anche una persona, subiscono l’influenza dal linguaggio non verbale del loro interlocutore. L’insegnamento moderno ha fatto tesoro della lezione di Hans. Sono state infatti sviluppate tecniche e metodologie tali da non lasciare che gli animali si lascino influenzare dagli esseri umani – caratteristica fondamentale in casi come quelli dei cani antidroga.

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