Conoscere il sistema olfattivo del cane e le competenze tecniche della detection è importante, ma è altrettanto importante sapere come queste competenze vengono addestrate e trasferite nel contesto operativo. C’è un aspetto specifico che, nella formazione che svolgo, torna sempre al centro e che descrivo con un termine probabilmente non ortodosso dal punto di vista scientifico, ma estremamente efficace per rappresentare il concetto sul piano operativo: la gamma di odore.
Cos’è la gamma di odore
Il cane deve conoscere il minimo e il massimo di ciascun odore target. Non basta che riconosca una sostanza quando è presente in grande quantità, cioè nella condizione in cui l’odore è più facilmente percepibile e la ricerca, in un certo senso, si semplifica. Il cane deve essere addestrato, in contesti realistici, attraverso esercizi e sessioni di lavoro nei quali siano presenti sia quantità elevate sia quantità ridotte dello stesso target. Deve inoltre essere capace di rispondere correttamente in entrambe le condizioni e, soprattutto, di passare dall’una all’altra. Questo passaggio rappresenta uno degli aspetti più interessanti dell’addestramento di un cane da rilevamento professionale.
Il problema pratico che nasce sul campo
Qui emerge una difficoltà che chi ha svolto attività operativa conosce bene. Entrando in un ambiente, il cane può essere naturalmente attratto dalla sorgente che produce la maggiore disponibilità di odore: è quella più saliente e quella che può intercettare con maggiore immediatezza. Ma il lavoro operativo non necessariamente termina con quella prima individuazione. Il cane deve essere preparato a interrompere il lavoro sulla fonte già localizzata e continuare la ricerca nelle aree indicate dal conduttore, anche quando le successive sorgenti producono una disponibilità di odore molto inferiore. È una situazione particolarmente significativa nella detection narcotici: all’interno dello stesso ambiente possono infatti essere presenti quantità molto differenti della sostanza target. Una quantità importante può risultare relativamente semplice da localizzare, mentre una quantità minima può diventare molto più complessa da individuare, soprattutto dopo che il cane ha già lavorato su una sorgente più evidente. Se l’unità cinofila non è stata preparata a gestire questa transizione, la ricerca rischia di concentrarsi sul primo risultato ottenuto, riducendo l’efficacia della successiva esplorazione dell’ambiente.
Come si costruisce questa competenza
La capacità di lavorare passando da quantità elevate a quantità molto inferiori, e viceversa, si costruisce attraverso due elementi strettamente collegati: addestramento del cane e conduzione del conduttore. Nessuno dei due, da solo, è sufficiente. Per chi ha maturato esperienza operativa, questa competenza non può essere costruita attraverso esercizi occasionali: è necessario esporre sistematicamente il cane a scenari nei quali diverse concentrazioni del target siano presenti all’interno dello stesso contesto di ricerca. Il cane deve imparare non soltanto a localizzare l’odore più evidente, ma anche a proseguire il lavoro quando il conduttore gli chiede di investigare altre aree. L’obiettivo non è diminuire l’autonomia olfattiva del cane; al contrario, significa costruire un soggetto capace di mantenere la propria iniziativa di ricerca all’interno di una conduzione tecnicamente corretta.
Cosa ci dice la ricerca scientifica
Il concetto operativo trova elementi di confronto interessanti nella letteratura scientifica. DeChant, Bunker e Hall hanno studiato la generalizzazione e la discriminazione delle concentrazioni odorose nei cani. I risultati mostrano che la risposta a concentrazioni differenti da quella utilizzata durante l’addestramento non può essere considerata automaticamente illimitata. Questo è un punto importante: non possiamo semplicemente presumere che un cane addestrato a riconoscere un determinato odore a una certa concentrazione sia automaticamente altrettanto efficace quando la disponibilità dello stesso odore cambia in maniera significativa. Gli autori hanno inoltre osservato come l’esperienza con differenti concentrazioni abbia un ruolo nella capacità del cane di discriminare e generalizzare.
Un secondo studio di DeChant e Hall ha approfondito proprio l’effetto dell’addestramento con concentrazioni variabili. I risultati indicano che l’esposizione a una gamma di concentrazioni durante l’addestramento può migliorare la capacità del cane di rilevare successivamente concentrazioni inferiori rispetto a quelle incontrate durante il training. Dal punto di vista operativo il messaggio è estremamente rilevante: la quantità utilizzata durante l’addestramento non è un elemento secondario del protocollo. Se lavoriamo sempre nelle condizioni più semplici da organizzare rischiamo di costruire una competenza che non rappresenta adeguatamente ciò che il cane incontrerà durante un servizio reale.
La gamma di odore deve essere mantenuta
Un altro punto importante è che questa competenza non dovrebbe essere considerata acquisita una volta per tutte. Come qualsiasi altra capacità operativa, deve essere mantenuta. Le sessioni di addestramento devono continuare a proporre variabilità nelle quantità, negli ambienti, nella posizione delle sorgenti e nelle condizioni nelle quali il cane è chiamato a lavorare. Questo è particolarmente importante nella detection narcotici, dove lo scenario reale può presentare differenze molto importanti tra una sorgente e l’altra. La grande quantità si trova; la piccola quantità, nello stesso ambiente e dopo una prima individuazione, può rappresentare il vero problema tecnico. Ed è precisamente quel problema che dobbiamo aver già affrontato durante l’addestramento.
Il ruolo del conduttore
La gestione della gamma di odore non riguarda esclusivamente il cane, ma il binomio cane-conduttore. Il livello professionale del conduttore, la conoscenza del comportamento di ricerca del cane e la capacità di interpretarne correttamente le variazioni incidono direttamente sull’efficacia dell’unità. Il conduttore deve sapere quando lasciare lavorare il cane autonomamente e quando, invece, la situazione richiede una nuova indicazione di ricerca. Deve inoltre evitare di costruire involontariamente un addestramento nel quale vengano premiate prevalentemente le risposte ottenute nelle condizioni più semplici. Anche su questo aspetto esistono dati interessanti: DeChant, Ford e Hall hanno studiato l’effetto della conoscenza del compito da parte del conduttore sul comportamento di ricerca e sulla prestazione del cane, mostrando che le informazioni possedute dal conduttore possono influenzare il comportamento dell’unità durante la ricerca. È un richiamo importante alla responsabilità tecnica di chi conduce.
Dalla soglia olfattiva all’addestramento
La gamma di odore si collega direttamente a un altro tema fondamentale: la soglia olfattiva. Sapere fino a quali concentrazioni un cane riesca effettivamente a rilevare un determinato target non è una curiosità accademica, ma un’informazione utile per progettare l’addestramento. Conoscere la soglia permette di costruire esercizi progressivi, valutare realmente le capacità del soggetto e distinguere tra una difficoltà olfattiva e un problema derivante dal protocollo di training o dalla conduzione. La scienza, in questo senso, non sostituisce l’esperienza operativa: la rende misurabile, verificabile e soprattutto ripetibile.
La sintesi
La gestione della gamma di odore non è un dettaglio tecnico riservato agli specialisti. È una delle competenze che può distinguere un cane capace di individuare la sorgente più evidente da un’unità cinofila realmente preparata a continuare una ricerca complessa. Si costruisce attraverso la variabilità delle concentrazioni, si consolida attraverso esercizi realistici e dipende anche dalla qualità tecnica del conduttore. Soprattutto, non deve essere data per acquisita: va allenata, verificata e mantenuta. Perché l’obiettivo dell’addestramento professionale non è preparare il cane all’esercizio che conosciamo, ma prepararlo alla situazione che ancora non conosciamo.
Francesco Piliego
Canine Security Advisor
Referente Tecnico Schema FCC.PCS.1121 K9 Detection
Cum canibus in futuro
Riferimenti
DeChant, M.T., Bunker, P.C., & Hall, N.J. (2021). Stimulus Control of Odorant Concentration: Pilot Study of Generalization and Discrimination of Odor Concentration in Canines. Animals, 11(2), 326. https://doi.org/10.3390/ani11020326
DeChant, M.T., & Hall, N.J. (2021). Training with varying odor concentrations: implications for odor detection thresholds in canines. Animal Cognition, 24(4), 889–896. https://doi.org/10.1007/s10071-021-01484-6
DeChant, M.T., Ford, C., & Hall, N.J. (2020). Effect of Handler Knowledge of the Detection Task on Canine Search Behavior and Performance. Frontiers in Veterinary Science, 7, 250. https://doi.org/10.3389/fvets.2020.00250