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Mordere non vuol dire Morsicare

Mordere non vuol dire Morsicare! Mordi quanto te lo dico io, morsichi quando vuoi tu… Mordere è disciplina, sport, educazione, attitudine, divertimento, regole e autostima. Dare le competenze sul morso ad un cane è una delle attività che preferisco. Per insegnare al cane il morso bisogna essere connessi, perché il morso è rispetto! Il morso è gioco, se gestito bene! Mordere è un premio! Si morde per gioco, non per frustrazione…la frustrazione fa morsicare! Insegnare il cane a mordere, dal gioco, al costume, alla manica, al salamotto, prevede esperienza, conoscenza delle tecniche, delle attrezzature da utilizzare, conoscenza del cane ma soprattutto conoscere come non creare problemi fisici al cane. Mordere è condivisione del gioco, vicinanza, rispetto…e tanto divertimento! Morsicare è pazienza! Pazienza nel comprendere le problematiche che stanno dietro al morsicare, è rivolgersi a colleghi professionisti che si occupano di risoluzione di problematiche relative ai comportamenti. Dall’educazione del morso non si passa al morsicare, ma il morsicare può diventare educazione al morso in percorsi condivisi! E’ necessario diffondere la differenza tra queste terminologie perché la gente comune possa avvicinarsi agli sport di morso ed alle attività di morso. Concludo con una riflessione legata al lavoro con i cani: Il premio con il cibo è un’ottima è fondamentale tipologia di premio, non la soluzione al non sapere insegnare il gioco del morso. Per svariati motivi, tra cui che sono due rinforzi con fondamenti diversi. Francesco Piliego

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Come diventare Professionisti

Nessuno e’ mai arrivato a giocare in seria A senza aver mai toccato un pallone.  Le Società di Professionistiche di Calcio sono “Aziende” che creano profitti. Le società dilettantistiche delle categorie minori sono Associazioni Sportive.  Questa e’ la prima grossa differenza. Quanti anni un ragazzo deve solcare campi di calcio fangosi, pioggia, neve , palloni pesanti, arbitraggi sconsiderati, panchine al freddo,tifoserie accanite, prima di solcare un campo da professionista? Tanti…e non tutti ce la fanno, quasi nessuno! Ma quelli che arrivano al professionismo, non hanno mai mollato, sacrificando affetti, fidanzate, lavoro… Questo per dirvi il mio pensiero sulla cinofilia moderna: Fate sport, fatene tanto con il vostro cane, divertitevi, provate, sprecate cani, tempo…buttate via soldi per stage che ritenete inutili,trovate la vostra strada, percorretela, non mollate…e prima o poi, se ci credete, facendo sport, qualcuno vi noterà e si siederà a bere una birra con voi, per insegnarvi, trasferirvi competenze, farvi crescere e PAGARVI per quello che fate.  Eh già’, perché anche in cinofilia come nel calcio, si parte dal campo sterrato, per arrivare nei campi di Serie A.  Eh già, perché anche la cinofilia e’ fatta di aziende, professionismo e professionalità! Anche in Cinofilia vi faranno contratti che dovrete rispettare, lavorerete per aziende, e ricorderete che un giorno di tanti anni fa, avete fatto sport.  E lo sport vi ha portato a farlo per lavoro… Quando dico, e difendo in maniera accanita, che lo sport e’ uno dei migliori serbatoi di generazioni future, lo dico per questo! Lo sport insegna la professionalità…insegna il proprio turno.  Poi dovrete essere voi a non sbagliare il rigore…

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La scelta del percorso

Quello che non si pensa e’ che tutto quello che fa il cane e’ detection. Dalla ricerca sostanze alla ricerca persona, dalla droga all’esplosivo, al kong, dai semi di finocchio alla moneta… All’interno di questo mondo al servizio della comunità o all’interno di percorsi sportivi, quello che si fa formando un cane e’ renderlo consapevole delle capacità derivanti dall’uso del proprio senso più spiccato: l’olfatto L’errore più comune però è non sfruttare le capacità innate del cane , mettendo in atto solo condizionamenti meccanici basati sul mero pensiero di arrivare il più in fretta possibile al risultato. Non esiste il metodo perfetto, esiste il giusto metodo per il tipo di cane che si sta lavorando. Questo non capita solo nella detection, ma in molte altre discipline. Quando “addestriamo” il cane solo meccanicamente, otterremo risultati nell’immediato, ma non appena avremo bisogno della collaborazione, ci troveremo a dover constatare che il cane non ha solidità. Ci si accorge sempre nel medio/lungo periodo se le costruzioni fatte hanno portato i risultati sperati. Comprenderlo non e’ semplice, ma se non lo facciamo, saremo costretti a dover sempre correggere, ricostruire e cercare di stabilizzare l’addestramento. A questo dobbiamo aggiungere che se il nostro partner e’ anche il nostro miglior “strumento” di lavoro, gli errori che commettiamo in fase di costruzione potrebbero costringerci a doverci fermare dall’attività per riprendere passaggi formativi effettuati in maniera non corretta. Scegliere la nostra formazione prevede studio. Anche questa fase e’ parte integrante e fondamentale dei percorsi formativi. Francesco Piliego DTP Dog Trainer Professional FCC N.112 UNI 11847 Working Dog Handler Patrol & Defence Dog Narcotics Detection Dog Explosives Detection Dog Urban Security Dog

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Le Certificazioni in Cinofilia

Ho avuto l’occasione di intervistare Daniele Di Lauro, Responsabile Tecnico di FCC Italia, Ente Certificatore per la Cinofilia. Abbiamo affrontato le tematiche relative alle certificazioni per i professionisti cinofili, con un Focus importante sulla Detection, ma con occhio anche ad altri ambiti importanti. Quali sono i vantaggi e le opportunità per chi della Cinofilia ne ha fatto il lavoro principale. Nel link Youtube al Canale di Kappanove trovate il Webinar Gratuito. Per tutte le informazioni potete visitare il sito http://www.fccitalia.it. Francesco Piliego

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Cani da Detection : Gioco o Cibo?

L’impostazione ed il conseguente rinforzo utilizzato nella costruzione del cane da Detection non dipende non solo da quello che si vuole dal cane, ma anche dalle sue caratteristiche. Ma non solo… Si può affermare che con entrambi i rinforzi si possa arrivare allo stesso risultato? Secondo me si! Costruzione del comportamento e rinforzo sono due delle fondamenta. Potremmo dire che in linea generale il cibo ci permette maggiori ripetizioni, ma non è corretto in termini assoluti. Il gioco rimane sempre il gioco! Io personalmente, ad esempio, il gioco lo uso come jackpot! Ma torniamo all’argomento… In fase di impostazione, ad esempio , in linea generale, nell’utilizzo del cibo prevedo che il conduttore debba necessariamente stare molto più vicino al cane, in primis perché non mi piace il lancio del cibo ed infine perché la contaminazione del cibo in terra non mi piace all’interno della palestra, per diversi aspetti che comprenderete. Viene da sé che ,in questo , il gioco potrebbe essere notevolmente migliore come rinforzo. Non è da sottovalutare neppure l’utilizzo di supporti addestrativi diversi e costruzioni parallele da effettuare con il cane, soprattutto nel gioco. Nell’utilizzo del cibo invece, non possiamo non tenere conto della quantità di cibo da utilizzare e della tipologia di premio. Questo a tutela della salute e del benessere del cane. Troppe volte si sottovaluta questo aspetto quando invece è fondamentale, soprattutto con soggetti predisposti al lavoro con il cibo. Aldilà degli aspetti tecnici in cui non ho volutamente entrare in questa riflessione, penso che il lavoro con il cibo sia più’ adatto a chi ha meno esperienza mentre ritengo che il lavoro con il gioco richieda competenze maggiori. Questo parallelamente alle caratteristiche del soggetto con cui si lavora. L’ultima riflessione e’ che bisogna considerare anche quello che il cane andrà a svolgere in termini di lavoro e lavorare comunque tutti gli aspetti collaterali relativamente alla discriminazione. Francesco Piliego

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A lezione con Giasone

Come i limiti del cane ci fanno essere cinofili migliori… “Giasone è un Pastore Tedesco di 4 anni che ha subito un l’avvelenamento all’età di 30 giorni di vita rallentandolo nella crescita fisica ma non cognitiva. Ha un danno permanente al gomito e per questo è limitato nel movimento e nelle varie attività che svolgiamo. Nonostante sapessi le criticità di crescita di Giasone ho deciso di portarlo a casa e occuparmi (non solo io ma anche mia moglie e mia figlia) al cento per cento di lui perché Lui era ed è il Mio cane, scelto da Fabiana, la sua allevatrice, per me. La prima volta che l’abbiamo visto (godeva ancora di ottima salute) ho sentito proprio un legame profondo che ci univa. Il cane per me è in prima battuta un membro della famiglia, poi un compagno di lavoro è di attività varie, ed è per questo che non ho mai avuto ripensamenti in merito alla decisione presa e alla scelta che Fabiana ha fatto per me… anzi, da poco è arrivata una cucciola, Iside, nipote di Giasone, anche lei proveniente dallo stesso allevamento, Leonessa d’Italia, che mi conferma quanto Fabiana sia competente e attenta nella selezione della sua razza. In merito alla genetica, essendo Giasone un cane con importanti linee da lavoro alle spalle ha necessità di canalizzare le sue pulsioni nel lavoro e la Detection lo sta aiutando moltissimo. Gestione dell’emotività, collaborazione e motivazione nel problem solving sono alla base del lavoro che stiamo impostando e costruendo su di un cane come lui.” Giasone Leonessa d’Italia e Umberto Guerini in Detection Ho chiesto a Umberto Guerini, Amico e professionista della Cinofilia,Titolare del “Centro Cinofilo Passion For DOG’s”di Bologna di riassumermi il suo rapporto con Giasone perché nell’ambito della detection e’ un cane incredibile. Forse ho visto somiglianza tra Diesel e Giasone , e la riflessione e’ stata: i limiti sono nella nostra testa! Le attività olfattive sono anche e soprattutto questo: dare la possibilità a soggetti “fragili” ed ai proprietari di svolgere attività per cui i cani si sentano comunque appagati. Non ho approcciato MAI, e’ Umberto lo sa, prevenuto per la condizione fisica di Giasone. Ho sempre spinto comunque! Abbiamo costruito insieme un programma a sua tutela, che però lui ci ha dimostrato in più occasioni non essere sufficiente a farci capire che lui la sua determinazione voleva farcela vedere! Ritengo sia giusto dare risalto ai professionisti che operano a tutela del benessere dei soggetti, perché se si lavora in Team professionali, si riesce a fare tutto. Io considero Giasone un cane con delle caratteristiche incredibili nel campo della detection, un cane sicuro, deciso, quasi infallibile, che potrebbe tranquillamente svolgere attività a livello operativo insieme ad Umberto, anche con queste caratteristiche, usando consapevolezza. Non compatisco mai, sprono a tirar fuori tutto, dalle persone agli animali, consapevoli dei propri limiti, ma decisi a superarli! Grazie a Umberto per queste righe ed alla fiducia che mi dai giornalmente nel lavorare insieme a te e Giasone, per me continua ad essere un esempio di forza e determinazione. I limiti sono fatti per essere superati…parola di Giasone!… #kappanove #alezionedagiasone #detection

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Tira piu’ un pezzo di KONG , che un carro di buoi!

Mi trovo sempre piu’ spesso a confrontarmi con binomi provenienti dallo sport, che vogliono accrescere le competenze sulla Detection per riuscire a migliorare e portare a casa ottimi risultati. Per scelta ho deciso di non far parte di nessun circuito sportivo, semplicemente perchè voglio portare avanti le mie idee, le mie esperienze, che fino ad oggi mi hanno permesso e mi permettono ancora, di ottenere gli obiettivi che mi prefiggo insieme a chi segue i percorsi che faccio e di appassionarmi ancora nello studiare, in primis sul mio cane, le varie possibilità di crescita che ci sono in questo fantastico ambito di lavoro con il cane. Contribuisco pero’ a preparare diversi binomi che gravitano nei circuiti cinofili sportivi, quindi leggo regolamenti di gare, disciplinari, ecc… Premetto che ritengo lo sport “PROPEDEUTICO” alla professione, intesa come professionalità, l’ho sempre sostenuto, anche facendomi sentire a gran voce, e quindi spero che queste poche righe possano essere non solo un pensiero, ma uno spunto di riflessione… COSA VUOL DIRE? Vuol dire che il solo fatto di fare sport non deve prescindere dalla conoscenza dei fondamenti, delle caratteristiche dei cani, dell’uso dell’olfatto, a prescindere dalla disciplina, intendiamoci. Bisogna sapere quali sono i concetti di contaminazione, discriminazione, volatilità delle sostanze…insomma non basta far mettere il naso del cane su un barattolo, fare click e premiare! …o meglio, se qualcuno lo vuol fare, lo faccia! Il risultato sportivo/operativo è solo la conseguenza del percorso di costruzione. Spesso penso che mi piacerebbe cimentarmi in gare di Detection, perchè credo fortemente che se ci fossero regolamenti e disciplinarti “forti”, ci si divertirebbe per davvero, anche chi lo fa per mestiere. Un po’ come succede in tante altre discipline dove, almeno nelle categorie piu’ performanti, il livello è alto… e dove spesso trovi conduttori che sono anche Trainer! Penso anche che la detection, è una delle poche discilpline, forse l’unica, dove poco conta il giudizio soggettivo del giudice: conta il lavoro del cane e la precisione! …(anche la velocità mi verrebbe da dire…) se cavalchiamo solo l’onda, prima o poi finisce… Nella maggior parte dei Regolamenti, ad esempio, basta che il conduttore indichi con un segnale che il cane ha segnalato: non puo’ non contare la precisione della segnalazione, non possiamo non chiedere esattamente dove si trova la sostanza. un cane che segnala a 10 cm non è uguale ad un cane che segnala a 50 cm, il ventaglio si allarga non di poco. Non possiamo non considerare che se prepariamo gare di piu’ livelli nello stesso campo, lo stesso giorno, non esistano le contaminazioni! Penso che anche lo sport sia professione, intesa come lavoro e competenza, e tanti sono i professionisti che ne fanno parte, tantissimi. Riflettevo qualche tempo fa su un argomento di calcio con alcuni amici: tanti anni fa, quando ho iniziato a giocare a calcio, facevi allenamenti interi a fare gli stop di petto, i passaggi di piatto, i colpi di testa…con allenatori vecchio stampo, oggi molte squadre addirittura hanno allenatori nelle giovanili che neanche hanno il tesserino, pero’ , c’è un pero’: i ragazzini si divertono di piu’ perchè si fanno solo partitelle e tiri in porta, perchè senno’ non vengono piu’ …intanto saper stoppare una palla, non serve, dicono… Ci riempiamo la bocca nel dire che i cani, anche quelli che svolgono i compiti piu’ pericolosi, imparano giocando, ma poi non sappiamo insegnare le regole del gioco… Francesco Piliego

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Fare e Formare: la grande differenza in detection tra fare i cani e formare i conduttori.

C’è una grande differenza tra formare i cani ed il binomio, ovvero cane e conduttore. Il “meccanismo” metodico della formazione del cane e’ relativamente semplice, ma insegnare al conduttore come non influenzare, e di conseguenza accrescere, le competenze del cane, e’ la vera sfida. Oggi ci si concentra sul fornire i cani, non tenendo in considerazione che in un lasso temporale “lungo”, questo possa aumentare l’inefficienza. Il mantenimento addestrativo e’ la vera sfida, ovvero rendere chi conduce il cane, il vero valore aggiunto del binomio. Il cane non e’ finito quando riconosce le sostanze, quello e’ il vero inizio! Sono fermamente convinto che si debba fare un eccellente lavoro di condizionamento, per poi, fuori dalla palestra, indurre il cane ed il conduttore a sbagliare e riflettere, per usare un problem solving adeguato. “Quando dico ai seminari che il successo arriva quando, conducendo il cane in addestramento, riuscirete a cantare la vostra canzone preferita, lo dico perché bisogna essere capaci a non condizionarlo. Questo vi porta al successo…” Le credenze dell’handler influenzano i risultati del rilevamento dell’odore del cane”, è disponibile online all’indirizzo: http://www.springerlink.com/content/j477277481125291/ . Effetto “Clever Hans” Si parla infatti del fenomeno ‘Der Kluge-Hans-Effekt’ in casi in cui un animale, o anche una persona, subiscono l’influenza dal linguaggio non verbale del loro interlocutore. L’insegnamento moderno ha fatto tesoro della lezione di Hans. Sono state infatti sviluppate tecniche e metodologie tali da non lasciare che gli animali si lascino influenzare dagli esseri umani – caratteristica fondamentale in casi come quelli dei cani antidroga.

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La segnalazione nella Detection

Il tipo di segnalazione che si costruisce nel cane che svolge attività di ricerca olfattiva non dipende solo dal tipo di cane e dalle sue attitudini, ma dipende molto anche dal tipo di lavoro che andrà a svolgere in contesti operativi.  Ci sono diverse considerazioni da fare e forse non riuscirò a farle tutte qui e me ne dimenticherò sicuramente qualcuna, perché le variabili sono molte. La prima considerazione da fare e’ che se prendiamo diversi soggetti che svolgono la stessa attività operativa, noteremo che ci sono caratteristiche differenti nel medesimo impiego, seppur con alla base una costruzione ed un percorso identico.  Troveremo soggetti più “portati” a lavorare in determinati ambienti o su determinate situazioni, piuttosto che in altre.  Soggetti perfetti sulle vetture, meno sulle valigie, determinati in campo aperto e meno in ambienti confinati…e via discorrendo. Questo non vuol dire che non sono idonei a svolgere attività, significa che un ottimo team e’ in grado di utilizzare il soggetto più prestante in relazione al tipo di attività da fare. Credo poco nel cane perfetto, molto di più nella continua ricerca dell’errore… La questione del lavoro in team la tratterò prossimamente. Ritornando al tipo di segnalazione, dobbiamo tenere sempre in considerazione che, se stiamo preparando un cane da servizio, questo presuppone che nello svolgimento di determinate attività, saremo sempre degli ausiliari, ovvero concorreremo alla risoluzione del problema insieme ad altre figure. Per questo motivo il nostro lavoro non deve essere di intralcio al lavoro di altri, ovvero non dobbiamo recare danni nella zona dove lavoriamo, dobbiamo ridurre al minimo la contaminazione della zona dove operiamo e dobbiamo non necessariamente risolvere con il ritrovamento, ma concorrere a farlo. Per questo motivo, prediligo il lavoro al guinzaglio, perché un buon lavoro al guinzaglio presuppone un buon binomio.  Il cane libero e’ autonomo, meno condizionato e’ vero, ma in molti casi sono io conduttore che decido dove e perché farti controllare un determinato punto.  Perché ci sono delle regole e delle necessità operative che magari prevedono quello, o perché semplicemente e’ previsto un lavoro in team con suddivisione delle aree di controllo. Un cane al guinzaglio e’ comunque un cane sotto controllo, libero no, mai! Non controlliamo eventuali stimoli o comportamenti che possono diventare pericolosi o dannosi. Determinati soggetti costruiti con segnalazione passiva, in fase di verifica precedente alla segnalazione, possono mettere in atto comportamenti non previsti: “lo scavare” ad esempio può essere oltre che pericolo, dannoso… il “leccare” può’ essere pericoloso per l’incolumità del cane oltre che del preservare l’eventuale fonte di prova. Insomma, nel lavoro con il cane possono esserci variabili non calcolate. Se il cane e’ libero, non riusciamo a intervenire, se il cane e’ al guinzaglio , invece si. La conclusione di questa riflessione e’ che per ogni ambito di attività ci sono valutazioni differenti, per questo motivo a mio avviso è’ importante sapere che lavoro andrà a svolgere il tipo di cane con cui stiamo lavorando.  La detection e’ la modalità di lavoro, subito dopo viene tutto il resto. Se siamo bravi e siamo un buon binomio, non c’è bisogno che il cane segnali, ci arriviamo molto prima! Francesco Piliego

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La mia storia in breve

Mi chiamo Francesco Piliego.Faccio cinofilia da oltre 23 anni, e da quando sono entrato in Polizia ho sempre avuto un obiettivo chiaro: entrare a far parte dei cinofili dei reparti speciali.Il mio primo approccio alla cinofilia operativa risale al 2001, quando mi sono abilitato con il mio primo cane come cinofilo per la ricerca e soccorso di persone con la Croce Rossa Italiana. Nel 2017 ho superato le selezioni per diventare specialista conduttore cinofilo antiesplosivo della Polizia di Stato, e da quel momento mi sono dedicato completamente allo sviluppo del settore K9, sia come operatore specializzato, sia cercando di contribuire a un’evoluzione più ampia del mondo cinofilo, non solo dentro la Polizia. Negli anni ho partecipato a molteplici servizi legati all’ordine e alla sicurezza pubblica, alla prevenzione dei reati e, in particolare, alla prevenzione del terrorismo. In reparto ho lavorato al fianco di altri cinofili specializzati in antidroga, ricerca e soccorso, ordine pubblico, ma anche in team misti con artificieri e tiratori scelti, in contesti delicati come eventi internazionali, attività istituzionali e operazioni in scenari ad alta criticità. Nel tempo ho formato e portato all’operatività due cani da detection: Jack Sparrow e Chanel, entrambi Labrador. Durante i miei anni nella Polizia di Stato ho ricevuto diversi riconoscimenti ufficiali per attività operative ad alta responsabilità, sia in ambito di ordine pubblico che di sicurezza preventiva. A questi si aggiungono diversi compiacimenti e lettere ufficiali di riconoscimento da parte di dirigenti di Polfer e Compartimenti territoriali, per la professionalità, l’umanità dimostrata e la qualità degli interventi svolti in servizio. Nel mio percorso ho ricoperto anche ruoli sindacali: tra le attività più significative, ho promosso e sostenuto un’iniziativa, poi trasformata in legge, per fare in modo che fosse lo Stato a farsi carico delle spese veterinarie dei cani in congedo. La mia battaglia è nata da un principio di rispetto: quei cani hanno servito lo Stato al nostro fianco, ogni giorno, mettendo in gioco la loro vita. Interrompere il loro percorso operativo senza garantire continuità di cure e dignità è, per me, inaccettabile. Ho portato questa voce all’attenzione del SAP e della Questura di Genova, facendo emergere anche la necessità di garantire spazi adeguati nelle strutture operative per quei conduttori che, ancora in servizio, adottano i propri cani pensionati. Credo che i cani poliziotto meritino una tutela piena, prima, durante e dopo il servizio. Questa è stata – e resta – una delle battaglie che porto avanti con orgoglio. Una delle lezioni più importanti che ho imparato in Polizia è che perseverare nell’addestramento ci permette di essere pronti nell’emergenza.Allenarsi ogni giorno è ciò che eleva il livello di performance e di affidabilità.Ancora oggi, questa è la base di ogni sessione formativa che conduco. “Non ho mai avuto il cane che desideravo, ma il cane che mi veniva affidato“ Questo mi ha insegnato una cosa fondamentale: non cercare il cane “perfetto”, ma ascoltare, comprendere, trovare un’intesa, costruire il percorso insieme al mio compagno di lavoro, che è lì per salvare la mia vita e quella degli altri.È questo che mi ha insegnato a vedere il cane non come uno strumento, ma come una spalla.Nel 2018 sono stato tra i primi equipaggi ad arrivare sul luogo del crollo del Ponte Morandi, un evento che ha segnato profondamente la mia vita.Negli anni successivi ho vissuto un burnout importante che ha inevitabilmente inciso sulla mia carriera. Da lì è iniziato un percorso personale difficile, ma necessario. La possibilità di avere una seconda opportunità mi ha spinto a guardare avanti mi ha portato, e non senza difficoltà, a investire nel settore privato, ben conoscendo le dinamiche esistenti nel settore e le prospettive che si stavano aprendo e che oggi mi hanno permesso di fondare un’azienda solida/rete nel settore k9.Soddisfazione economica, prospettiva di sfruttare un buco di mercato avere qualcosa di tuopossibilità di creare un sistema di lavoro come volevo io in italia, che nessuno ancora lo fa, pensiero di essere tra i primi da investire in questo settore, vip (cercano ex militari) So che all’inizio molti hanno giudicato la mia scelta di lasciare la Polizia per creare qualcosa di mio. Alcuni mi hanno definito pazzo. Gli stessi che oggi vorrebbero essere al mio posto. Ma questa cosa mi lascia sereno: so da dove vengo, so cosa ho costruito e so dove voglio arrivare. E sono orgoglioso di farlo con partner che, come me, credono che nella sicurezza serva serietà, preparazione e visione. Nel 2022 ho provato per la prima volta ad avviare un progetto imprenditoriale in questo ambito, ma non avevo le risorse né le strutture. L’ho accantonato, sapendo che prima o poi sarebbe arrivata l’occasione giusta. E così è stato: l’incontro con Fabiana Belloni è stato determinante. Le grandi cose nascono quando c’è una mente e c’è un braccio. Da lì nasce K9 Secure Service, la mia azienda.Non un centro cinofilo tradizionale, ma una struttura operativa in grado di affiancare istituzioni e aziende nella creazione di reparti K9 professionali, affidabili e pronti all’uso.

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