Mi chiamo Francesco Piliego.
Faccio cinofilia da oltre 23 anni, e da quando sono entrato in Polizia ho sempre avuto un obiettivo chiaro: entrare a far parte dei cinofili dei reparti speciali.
Il mio primo approccio alla cinofilia operativa risale al 2001, quando mi sono abilitato con il mio primo cane come cinofilo per la ricerca e soccorso di persone con la Croce Rossa Italiana.
Nel 2017 ho superato le selezioni per diventare specialista conduttore cinofilo antiesplosivo della Polizia di Stato, e da quel momento mi sono dedicato completamente allo sviluppo del settore K9, sia come operatore specializzato, sia cercando di contribuire a un’evoluzione più ampia del mondo cinofilo, non solo dentro la Polizia.
Negli anni ho partecipato a molteplici servizi legati all’ordine e alla sicurezza pubblica, alla prevenzione dei reati e, in particolare, alla prevenzione del terrorismo.
In reparto ho lavorato al fianco di altri cinofili specializzati in antidroga, ricerca e soccorso, ordine pubblico, ma anche in team misti con artificieri e tiratori scelti, in contesti delicati come eventi internazionali, attività istituzionali e operazioni in scenari ad alta criticità. Nel tempo ho formato e portato all’operatività due cani da detection: Jack Sparrow e Chanel, entrambi Labrador.

Durante i miei anni nella Polizia di Stato ho ricevuto diversi riconoscimenti ufficiali per attività operative ad alta responsabilità, sia in ambito di ordine pubblico che di sicurezza preventiva.
- Encomio solenne del Capo della Polizia per il mio intervento tra i primi equipaggi nei soccorsi al crollo del Ponte Morandi, uno degli eventi più tragici nella storia recente del Paese.
- Lode del Capo della Polizia per l’arresto di un cittadino pakistano responsabile di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, e per l’arresto dell’autore di numerose truffe a danno di persone anziane.
- Premio in denaro e nota di plauso del Questore e della Polstrada di Pavia per un intervento in flagranza che portò all’arresto di tre persone durante un furto, anche fuori servizio.
- Medaglia di bronzo al merito di servizio conferita dal Ministero dell’Interno per l’eccellenza dimostrata nelle attività operative.
A questi si aggiungono diversi compiacimenti e lettere ufficiali di riconoscimento da parte di dirigenti di Polfer e Compartimenti territoriali, per la professionalità, l’umanità dimostrata e la qualità degli interventi svolti in servizio.
Nel mio percorso ho ricoperto anche ruoli sindacali: tra le attività più significative, ho promosso e sostenuto un’iniziativa, poi trasformata in legge, per fare in modo che fosse lo Stato a farsi carico delle spese veterinarie dei cani in congedo.
La mia battaglia è nata da un principio di rispetto: quei cani hanno servito lo Stato al nostro fianco, ogni giorno, mettendo in gioco la loro vita. Interrompere il loro percorso operativo senza garantire continuità di cure e dignità è, per me, inaccettabile. Ho portato questa voce all’attenzione del SAP e della Questura di Genova, facendo emergere anche la necessità di garantire spazi adeguati nelle strutture operative per quei conduttori che, ancora in servizio, adottano i propri cani pensionati.
Credo che i cani poliziotto meritino una tutela piena, prima, durante e dopo il servizio. Questa è stata – e resta – una delle battaglie che porto avanti con orgoglio.
Una delle lezioni più importanti che ho imparato in Polizia è che perseverare nell’addestramento ci permette di essere pronti nell’emergenza.
Allenarsi ogni giorno è ciò che eleva il livello di performance e di affidabilità.
Ancora oggi, questa è la base di ogni sessione formativa che conduco.
“Non ho mai avuto il cane che desideravo, ma il cane che mi veniva affidato“
Questo mi ha insegnato una cosa fondamentale: non cercare il cane “perfetto”, ma ascoltare, comprendere, trovare un’intesa, costruire il percorso insieme al mio compagno di lavoro, che è lì per salvare la mia vita e quella degli altri.
È questo che mi ha insegnato a vedere il cane non come uno strumento, ma come una spalla.
Nel 2018 sono stato tra i primi equipaggi ad arrivare sul luogo del crollo del Ponte Morandi, un evento che ha segnato profondamente la mia vita.
Negli anni successivi ho vissuto un burnout importante che ha inevitabilmente inciso sulla mia carriera. Da lì è iniziato un percorso personale difficile, ma necessario.
La possibilità di avere una seconda opportunità mi ha spinto a guardare avanti mi ha portato, e non senza difficoltà, a investire nel settore privato, ben conoscendo le dinamiche esistenti nel settore e le prospettive che si stavano aprendo e che oggi mi hanno permesso di fondare un’azienda solida/rete nel settore k9.
Soddisfazione economica, prospettiva di sfruttare un buco di mercato avere qualcosa di tuo
possibilità di creare un sistema di lavoro come volevo io in italia, che nessuno ancora lo fa, pensiero di essere tra i primi da investire in questo settore, vip (cercano ex militari)
So che all’inizio molti hanno giudicato la mia scelta di lasciare la Polizia per creare qualcosa di mio. Alcuni mi hanno definito pazzo. Gli stessi che oggi vorrebbero essere al mio posto. Ma questa cosa mi lascia sereno: so da dove vengo, so cosa ho costruito e so dove voglio arrivare. E sono orgoglioso di farlo con partner che, come me, credono che nella sicurezza serva serietà, preparazione e visione.

Nel 2022 ho provato per la prima volta ad avviare un progetto imprenditoriale in questo ambito, ma non avevo le risorse né le strutture. L’ho accantonato, sapendo che prima o poi sarebbe arrivata l’occasione giusta. E così è stato: l’incontro con Fabiana Belloni è stato determinante. Le grandi cose nascono quando c’è una mente e c’è un braccio.
Da lì nasce K9 Secure Service, la mia azienda.
Non un centro cinofilo tradizionale, ma una struttura operativa in grado di affiancare istituzioni e aziende nella creazione di reparti K9 professionali, affidabili e pronti all’uso.