La motivazione nella ricerca olfattiva

Se c’è una cosa che ho imparato in quasi vent’anni di lavoro coi cani da caccia è che la “motivazione a cercare” è intrinseca nei loro geni, ovvero cercano il selvatico ovunque, già dopo la prima esposizione allo stimolo: lo vogliono, più lo conoscono e più lo bramano con passione.


Per questi cani la cerca è quello che i coniugi Coppinger chiamano “attività autoremunerativa”, ovvero un’azione che non necessita di essere rinforzata per riproporsi ma è essa stessa un rinforzo: il cane prova piacere nel praticarla!


Quando mettiamo il naso del cane al nostro servizio per cercare qualcosa che non è strettamente legato a un selvatico (o alla ricerca di un partner) dobbiamo spesso costruire da zero invece la motivazione alla ricerca.
Tale motivazione è frutto del rapporto tra cane e conduttore, del piacere di lavorare assieme e della giusta scelta del rinforzo (cibo, gioco o sociale).


La costruzione di una motivazione alla ricerca delle sostanze nella detection necessita di una pianificazione che parte dal corretto assemblamento del binomio (il cane giusto per quel conduttore) fino ad arrivare alla scelta della leva che spinge un cane a lavorare (tipo di cibo o gioco) che andrà associata all’odore da cercare e successivamente segnalare. Tralasciare queste due componenti potrebbe portare all’inefficacia dell’unità cinofila.
A patto che quindi il binomio sia ben assemblato, arriva il momento della scelta: cibo o gioco?


Con cani lavorabili tramite il cibo potremmo fare più ripetizioni e con un arausal medio, con cani lavorabili a gioco le ripetizioni saranno limitare ma il livello di attivazione emozionale sarà più alto.


In base al tipo di rilevamento da praticare e al tipo di ausiliare scelto, valuteremo quale delle due modalità associare alla ricerca della sostanza: la scelta finale spetterà però al cane, il quale sarà lui a scegliere quale modalità di gioco o tipologia di cibo preferisce. Il tutto dovrà inoltre essere marcato ampiamente con il rinforzo sociale (le lodi), il quale alla fine della preparazione sarà l’unico rinforzo sempre a disposizione dell’unità cinofila.


Altro elemento chiave che può con alcuni cani aumentare o abbassare la motivazione alla cerca sarà dato dai controlli prima dell’inizio del lavoro e dalla richiesta o meno della segnalazione: con alcuni cani, eccessivamente appassionati potrebbe essere utile chiedere dei controlli prima di iniziare a lavorare o impostare già dall’inizio una segnalazione che andrà poi riproposta e rinforzata nelle prime ricerche al fine di abbassare leggermente la motivazione o quanto meno di regolarla a nostro vantaggio; con un cane meno appassionato sarà però fondamentale associare semplicemente in fase iniziale un rinforzo all’emanazione della sostanza (lavoro che potrebbe durare anche qualche settimana) per poi premiare anche durante le prime ricerche semplicemente che il fatto che il cane senta la sostanza e la voglia trovare: in questo caso la segnalazione verrà rixhiesta in una fase successiva del lavoro.

Articolo redatto da Bernardino Deiana, titolare del Centro Cinofilo Navarre di Cagliari, Esperto Formatore e Cinotecnico Certificato, che ringrazio per la dipsonibilità e la professionalità.

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