La grande differenza tra chi prepara cani da detection e chi pensa di saperli preparare
Nel mondo della detection professionale esiste una differenza enorme tra insegnare una segnalazione e costruire una vera capacità di ricerca.
È una differenza che spesso passa inosservata agli occhi dei meno esperti, ma che emerge immediatamente quando il cane viene messo di fronte a scenari complessi, ambienti contaminati, sorgenti nascoste o situazioni operative reali.
Molti cani imparano a segnalare. Pochi imparano a cercare.
E ancora meno imparano a ricercare realmente un odore.
La detection non è una disciplina basata sulla segnalazione. La segnalazione è semplicemente il punto finale di un processo molto più complesso.
Il vero lavoro inizia molto prima. Inizia quando il cane comprende che esiste un odore da individuare.
Continua quando sviluppa la capacità di riconoscerlo.
Prosegue quando costruisce una memoria olfattiva stabile.
E si completa quando è in grado di ricercarlo autonomamente all’interno di un ambiente sconosciuto.
La segnalazione rappresenta soltanto l’ultimo anello della catena.
Il grande equivoco della detection moderna
Negli ultimi anni si è diffusa l’idea che un cane da rilevamento possa essere costruito semplicemente associando un odore ad una ricompensa.
In parte è vero.
Ma questa è solo la fase iniziale del lavoro.
Un cane che associa un target odor ad un gioco non è ancora un cane da detection.
È un cane che conosce un’associazione.
La vera detection operativa nasce quando il soggetto sviluppa la capacità di cercare quell’odore.
Per farlo deve imparare a leggere l’ambiente, deve comprendere come si muove l’odore, deve interpretare le correnti d’aria, deve imparare a lavorare sul cono odoroso, deve imparare a discriminare e deve imparare a risolvere problemi.
In altre parole deve diventare un ricercatore.
Il ruolo del COV (VOC) e del pattern odoroso
Quando parliamo di detection non stiamo cercando un oggetto.
Stiamo cercando un insieme di molecole volatili.
Quello che il cane percepisce non è il target in sé, ma il suo COV (Composto Organico Volatile).
Il COV si diffonde nell’ambiente creando una struttura complessa che può essere influenzata da:
- temperatura;
- umidità;
- ventilazione;
- ostacoli fisici;
- conformazione dell’ambiente;
- presenza di altri odori.
Da questa dispersione nasce ciò che definiamo pattern odoroso.
Il pattern rappresenta l’impronta che l’odore lascia nell’ambiente.
Non è una linea retta.
Non è un corridoio perfetto.
È una struttura tridimensionale dinamica e in continua evoluzione.
Il cane addestrato correttamente non cerca l’oggetto.
Legge il pattern. Interpreta il pattern e risalendo il pattern arriva alla sorgente.
COB NELLA DETECTION
Comprendere ciò che il cane sta realmente seguendo
Uno degli errori più frequenti nella formazione dei cani da rilevamento consiste nel credere che il cane stia cercando direttamente la sorgente odorosa.
In realtà, nella maggior parte delle situazioni operative, il cane non entra immediatamente in contatto con la sorgente. Ciò che incontra per primo è il risultato della dispersione delle molecole odorose nell’ambiente.
Per comprendere veramente la detection è quindi necessario comprendere il concetto di COB.
Che cos’è il COB?
COB è l’acronimo di Cone Of Behaviour, ovvero il comportamento che il cane manifesta quando entra all’interno dell’area di influenza dell’odore.
Molti conduttori osservano il cane solo quando segnala.
I professionisti osservano il cane molto prima.
Il COB rappresenta infatti l’insieme di tutti quei cambiamenti comportamentali che indicano che il soggetto ha percepito il target odor e sta iniziando a elaborare le informazioni provenienti dall’ambiente.
È il momento in cui il cane passa da una ricerca generica ad una ricerca orientata.
Il COB non è la segnalazione
Questo è probabilmente il concetto più importante.
La segnalazione è il comportamento finale.
Il COB è l’inizio del processo.
Quando il cane entra nel cono odoroso possono comparire diversi indicatori:
- rallentamento dell’andatura;
- variazione del ritmo respiratorio;
- aumento della frequenza di campionamento;
- irrigidimento della postura;
- movimento delle orecchie;
- cambiamenti della coda;
- micro variazioni della traiettoria;
- improvvisi cambi di direzione;
- ritorni sull’odore;
- focalizzazione visiva su un’area.
Tutti questi segnali raccontano una storia.
La storia di un cane che sta ricevendo informazioni olfattive.
Leggere il COB significa leggere il cane
La vera competenza del conduttore non consiste nel riconoscere una segnalazione.
Quello è relativamente semplice.
La competenza reale consiste nel saper leggere il COB.
Un buon conduttore è in grado di capire:
- quando il cane è entrato nel cono odoroso;
- quando lo ha perso;
- quando lo sta recuperando;
- quando sta lavorando sul pattern;
- quando sta risolvendo un problema olfattivo;
- quando sta semplicemente esplorando.
Questa capacità consente di comprendere il lavoro del cane molto prima che avvenga la segnalazione.
COB e Problem Solving
Ogni sorgente odorosa genera una distribuzione delle molecole che viene influenzata da:
- vento;
- temperatura;
- umidità;
- ostacoli;
- turbolenze;
- geometria dell’ambiente.
Per questo motivo il cane raramente percorre una linea retta verso la sorgente.
Spesso osserviamo:
- loop;
- ritorni;
- verifiche;
- triangolazioni;
- perdite momentanee dell’odore.
Molti conduttori inesperti interpretano questi comportamenti come errori.
In realtà rappresentano il problem solving del cane.
Sono la prova che il soggetto sta lavorando sul COB e sta cercando di comprendere dove si trovi realmente la sorgente.
Il COB nell’addestramento
Un addestramento orientato esclusivamente alla segnalazione rischia di produrre cani che segnalano bene ma comprendono poco l’odore.
Un addestramento orientato al COB sviluppa invece:
- autonomia;
- capacità di ricerca;
- lettura del pattern odoroso;
- capacità di recupero dell’odore;
- resistenza alle contaminazioni ambientali;
- problem solving.
Il cane non viene premiato perché si siede.
Viene premiato perché ha compreso il problema olfattivo.
La segnalazione diventa semplicemente la conseguenza finale di una ricerca corretta.
La differenza tra un cane addestrato e un vero cane da detection spesso si trova proprio qui.
Nella capacità del soggetto di interpretare il COB.
Chi osserva soltanto la segnalazione vede la fine del processo.
Chi comprende il COB vede tutto il lavoro che il cane ha svolto per arrivare fino a quel punto.
Ed è proprio all’interno del COB che si nasconde la parte più affascinante, tecnica e professionale della detection moderna.
Perché la detection non consiste nell’insegnare a un cane a segnalare.
Consiste nell’insegnargli a comprendere l’odore.
Il cane che cerca e il cane che indovina
Questa è la differenza che separa un vero team da detection da un semplice esercizio cinofilo.
Il cane che cerca:
- lavora con metodo;
- raccoglie informazioni;
- verifica;
- perde e recupera l’odore;
- modifica la strategia;
- risolve problemi.
Il cane che indovina:
- cerca riferimenti visivi;
- segue il conduttore;
- anticipa;
- lavora per memoria ambientale;
- offre segnalazioni casuali.
Quando il lavoro è stato costruito sulla segnalazione anziché sulla ricerca, il rischio di falsi positivi aumenta enormemente.
Quando invece il cane è stato formato sulla comprensione dell’odore, la segnalazione diventa una conseguenza naturale del processo di ricerca.
L’errore più frequente degli istruttori
Molti istruttori dedicano mesi a perfezionare la segnalazione.
Pochissimi dedicano mesi a costruire la ricerca.
Eppure la segnalazione può essere insegnata in pochi giorni.
La ricerca richiede mesi o anni.
Richiede esposizioni controllate, richiede scenari differenti, richiede problem solving, richiede errori, richiede esperienze.
La qualità di un cane da detection non si misura da quanto è bella la sua segnalazione.
Si misura dalla sua capacità di arrivare autonomamente alla sorgente odorosa.
Il vero obiettivo della formazione
Quando addestriamo un cane da rilevamento non dovremmo chiederci:
“Sa segnalare?”
Dovremmo chiederci:
“Sa cercare?”
Perché la segnalazione è un comportamento. La ricerca è una competenza.
E le competenze sono ciò che distingue un cane addestrato da un vero professionista della detection.
La detection moderna non consiste nel costruire cani che si siedono davanti a una scatola.
Consiste nel costruire soggetti capaci di comprendere, interpretare e risolvere un problema olfattivo.
È qui che nasce la differenza tra chi prepara cani e chi prepara veri cani da rilevamento.
Francesco Piliego
Ex Specialista Cinofilo Antiesplosivo dei Reparti Speciali della Polizia di Stato. Oggi consulente, formatore e imprenditore nel settore della sicurezza e delle unità cinofile specialistiche. Amministratore Unico di FP GROUP SRL e CEO di K9 Secure Service. Si occupa di sviluppo di sistemi K9 per la sicurezza urbana, la security privata e la formazione professionale delle Unità Cinofile da rilevamento.