Detection Sportiva e Detection Operativa: La differenza tra un cinofilo che ha imparato la detection dallo sport e un operatore che integra il cane in un sistema di sicurezza

Negli ultimi anni il mondo della detection è cresciuto enormemente.

Sempre più persone si avvicinano alle attività olfattive, ai cani da rilevamento e alle discipline che permettono di sviluppare le straordinarie capacità del naso del cane.

È un fenomeno positivo.

Perché ogni persona che scopre il valore dell’olfatto del cane contribuisce a diffondere cultura cinofila.

Esiste però un aspetto che ritengo importante chiarire. La detection sportiva e la detection operativa non sono la stessa cosa.

Condividono alcuni principi.

Condividono alcune metodologie.

Condividono la centralità dell’odore.

Ma perseguono obiettivi profondamente differenti.

Lo sport cerca la performance

Nella detection sportiva l’obiettivo è relativamente chiaro.

Trovare l’odore.

Farlo nel minor tempo possibile.

Farlo con precisione.

Farlo rispettando il regolamento.

Il focus principale è la prestazione.

L’ambiente è costruito per consentire al cane di dimostrare una competenza.

Le regole sono definite.

Gli scenari sono controllati.

Le conseguenze di un errore sono limitate al risultato della prova.

Ed è giusto che sia così.

Lo sport deve permettere di valutare una prestazione.

L’operatività cerca la gestione del rischio

Quando entriamo nel mondo della sicurezza cambia tutto.

Il cane non è più il protagonista.

Diventa uno degli asset a disposizione di un sistema più complesso.

Un Team K9 operativo lavora per ridurre un rischio.

Non per vincere una gara.

Non per ottenere un punteggio.

Non per dimostrare una competenza tecnica.

Lavora per supportare una decisione.

Lavora per aumentare il livello di sicurezza.

Lavora per fornire informazioni.

Il cane è parte di un team

Questo è probabilmente il punto che più differenzia i due mondi.

Nello sport il binomio è spesso il centro dell’attività.

In ambito operativo il binomio è soltanto una componente del dispositivo.

Può trovarsi a lavorare insieme a:

  • addetti alla security;
  • forze di polizia;
  • personale di safety;
  • operatori di close protection;
  • responsabili della sicurezza;
  • organizzatori di eventi;
  • personale tecnico.

Il cane deve quindi integrarsi all’interno di procedure, protocolli e catene decisionali.

La sua attività non può essere considerata isolatamente.

La lettura dell’ambiente

Un cinofilo può essere estremamente competente nella lettura del proprio cane.

Un operatore di sicurezza deve essere competente anche nella lettura dell’ambiente.

Deve comprendere:

  • vulnerabilità;
  • minacce;
  • criticità;
  • flussi di persone;
  • procedure di emergenza;
  • livelli di accesso;
  • aspetti normativi;
  • responsabilità operative.

Il cane lavora sull’odore.

L’operatore lavora sul contesto.

La ricerca non è il servizio

Molti pensano che il lavoro operativo coincida con la ricerca.

In realtà la ricerca rappresenta soltanto una fase.

Prima esistono:

  • briefing;
  • raccolta informazioni;
  • valutazione del rischio;
  • pianificazione;
  • coordinamento.

Dopo esistono:

  • comunicazioni;
  • reporting;
  • gestione delle risultanze;
  • integrazione con gli altri operatori.

La ricerca è una parte del processo.

Non il processo.

La differenza più grande

La differenza più grande non riguarda il cane.

Riguarda la mentalità.

Il cinofilo spesso si concentra sul lavoro del cane.

L’operatore di sicurezza si concentra sul risultato del servizio.

Sono due prospettive differenti.

Una osserva il cane.

L’altra osserva il sistema.

Quando i due mondi si incontrano

La realtà è che non esiste una contrapposizione.

Anzi.

La detection sportiva rappresenta spesso un eccellente punto di partenza.

Permette di sviluppare:

  • tecnica;
  • cultura olfattiva;
  • capacità di lettura del cane;
  • conoscenza dei processi di apprendimento.

Ma per operare all’interno di un sistema di sicurezza serve un passaggio ulteriore.

Bisogna comprendere il rischio.

Bisogna comprendere le procedure.

Bisogna comprendere la responsabilità.

Bisogna comprendere che il cane non è il fine.

È un asset straordinario al servizio di un obiettivo più grande.

Un buon cinofilo costruisce un cane capace di trovare un odore.

Un buon operatore costruisce un sistema capace di utilizzare quel cane nel modo corretto.

La differenza può sembrare sottile.

In realtà è enorme.

Perché la detection operativa non consiste semplicemente nel sapere dove si trova un odore.

Consiste nel sapere cosa fare con quell’informazione.

Ed è proprio in quel momento che il cane da detection smette di essere soltanto un cane che cerca.

E diventa un asset integrato all’interno di un sistema di sicurezza.

Con i nostri percorsi formativi creiamo esattamente questo passaggio formativo per permettere ai professionisti di sviluppare il proprio percorso professionale.

Francesco Piliego

Ex Specialista Cinofilo Antiesplosivo dei Reparti Speciali della Polizia di Stato, formatore e consulente specializzato nell’integrazione delle Unità Cinofile nei sistemi di sicurezza pubblici e privati. Amministratore Unico di FP GROUP SRL e CEO di K9 Secure Service, impegnato nello sviluppo di modelli operativi per Polizie Locali, Enti Pubblici, Security High Level e Team K9 professionali.

DIFFERENTI NEL RILEVAMENTO, CONCRETI NEI RISULTATI.

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