Quando osserviamo un cane da rilevamento al lavoro, spesso vediamo soltanto l’inizio e la fine del processo.
Vediamo il cane partire.
Vediamo il cane segnalare.
Quello che accade nel mezzo è la parte più importante della detection.
Ed è proprio lì che entrano in gioco due concetti fondamentali: COV e COB.

COV: COMPOSTI ORGANICI VOLATILI
Ogni sostanza possiede una propria firma odorosa.
Che si tratti di esplosivi, stupefacenti, valuta, acceleranti di incendio, cimici dei letti o muffe, la sostanza rilascia continuamente nell’ambiente delle molecole.
Queste molecole prendono il nome di Composti Organici Volatili (COV).
Sono loro che il cane percepisce.
Non la sostanza.
Non l’oggetto.
Non il contenitore.
Il cane percepisce esclusivamente le molecole che si staccano dalla sorgente e vengono trasportate nell’ambiente.
Una valigia contenente esplosivo non viene trovata perché il cane “sente la valigia”.
Viene trovata perché i COV prodotti dall’esplosivo si disperdono nell’aria e raggiungono il sistema olfattivo del cane.
Per questo motivo nella detection non stiamo cercando un oggetto.
Stiamo cercando una nube invisibile di informazioni odorose.
IL PATTERN ODOROSO
Una volta liberati nell’ambiente, i COV non rimangono fermi.
Vengono influenzati da:
- vento;
- temperatura;
- umidità;
- pressione atmosferica;
- ostacoli fisici;
- correnti d’aria;
- movimento delle persone;
- geometria dell’ambiente.
Nasce così quello che definiamo pattern odoroso.
Il pattern odoroso rappresenta il modo in cui i COV si distribuiscono nello spazio.
Non è una linea retta.
Non è un corridoio.
È una struttura tridimensionale complessa, dinamica e in continua evoluzione.
Il cane deve imparare a leggerla.
COB: CHANGE OF BEHAVIOR
Quando il cane entra all’interno del pattern odoroso accade qualcosa di straordinario.
Il suo comportamento cambia.
Questo cambiamento prende il nome di COB – Change Of Behavior. Il COB è il primo segnale che il cane ha percepito i COV del target. È il momento in cui il cervello passa dalla ricerca generica alla ricerca finalizzata.
Il cane non ha ancora individuato la sorgente. Non sta ancora segnalando. Sta semplicemente dicendo: “Ho percepito qualcosa.”
Questo è il vero momento dove il professionista deve dimostrare di essere tale e saper. ancor prima, leggendo il cane, se è presente il target.
COME SI MANIFESTA IL COB
Ogni cane possiede il proprio COB.
Alcuni segnali sono evidenti. Altri sono quasi impercettibili.
Possiamo osservare:
- rotazione improvvisa della testa;
- aumento della frequenza respiratoria;
- rallentamento dell’andatura;
- irrigidimento della postura;
- cambio di traiettoria;
- ritorno su un punto già controllato;
- focalizzazione dello sguardo;
- accelerazione verso una direzione;
- variazioni della coda;
- incremento dell’intensità di ricerca.
Nell’immagine che accompagna questo articolo il COB è rappresentato perfettamente.
Il cane supera la sorgente odorosa.
I COV raggiungono il suo naso. Improvvisamente gira la testa.
Quello è il COB.
È il primo momento in cui il cane comunica al conduttore: “Ho agganciato l’odore.”
IL COB NON È LA SEGNALAZIONE
Questo è probabilmente l’errore più diffuso nella formazione. Molti osservano soltanto la segnalazione. I professionisti osservano il COB. La segnalazione è il comportamento finale. Il COB è l’inizio della soluzione del problema.
Tra il COB e la segnalazione possono trascorrere pochi secondi oppure diversi minuti.
Dipende dalla complessità dell’ambiente e dalla capacità del cane di interpretare il pattern odoroso.
IL VERO LAVORO DEL CONDUTTORE
Un buon cane da detection deve saper leggere i COV.
Un grande conduttore deve saper leggere il COB.
Perché il COB racconta:
- quando il cane entra nell’odore;
- quando lo perde;
- quando lo recupera;
- quando è in conflitto;
- quando sta risolvendo il problema;
- quando sta convergendo sulla sorgente.
La segnalazione conferma la presenza.
Il COB racconta tutta la storia.
DETECTION MODERNA: DAL COV AL COB
La detection moderna non consiste nell’insegnare a un cane a sedersi davanti a una scatola.
Consiste nel costruire un soggetto capace di:
- percepire i COV;
- interpretare il pattern odoroso;
- manifestare un COB chiaro e leggibile;
- risolvere il problema olfattivo;
- localizzare la sorgente;
- fornire una segnalazione affidabile.
Quando comprendiamo davvero la relazione tra COV e COB, smettiamo di osservare semplicemente un cane che cerca.
Iniziamo a osservare un professionista che analizza, interpreta e risolve un problema attraverso il proprio naso.
Francesco Piliego
Ex Specialista Cinofilo Antiesplosivo dei Reparti Speciali della Polizia di Stato. Formatore e consulente specializzato nei sistemi di detection e nell’impiego operativo delle Unità Cinofile. Amministratore Unico di FP GROUP SRL e CEO di K9 Secure Service.
DIFFERENTI NEL RILEVAMENTO, CONCRETI NEI RISULTATI.
www.canidarilevamento.it – www.k9secure.com