Non tutti i Comuni possono accedere al contributo ministeriale, ma anche periferie e centri medio-piccoli devono poter programmare capacità specialistiche sostenibili.
La notizia è significativa: il Ministero dell’Interno ha destinato 1,5 milioni di euro al programma “Scuole Sicure” per l’anno scolastico 2026/2027.
Le risorse finanzieranno iniziative di prevenzione e contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti nei pressi degli istituti scolastici. I beneficiari, tuttavia, non sono tutti i Comuni italiani.
La circolare n. 17287/110/2 del 23 ottobre 2026 individua 70 amministrazioni con più di 15.000 abitanti. L’elenco è stato formato in base alla popolazione residente al 1° gennaio 2025, secondo i dati ISTAT.
Ogni ente riceve una quota fissa di 15.000 euro e una quota variabile collegata alla consistenza demografica. Per accedere concretamente al contributo, il Comune deve presentare alla Prefettura una domanda accompagnata dal progetto riferito all’anno scolastico 2026/2027. Il termine indicato è il 10 novembre 2026 alle ore 12:00. Alla data del 30 ottobre 2026 non risultano pubblicate rettifiche successive.
La distinzione è importante: “Scuole Sicure” non è un bando al quale qualsiasi amministrazione possa candidarsi. È un programma rivolto ai Comuni riportati nell’allegato ufficiale.
Le spese previste dalla circolare
Il Ministero dell’Interno indica cinque principali aree di spesa: sistemi di videosorveglianza, assunzione a tempo determinato di agenti di Polizia Locale, prestazioni di lavoro straordinario, acquisto di mezzi e attrezzature, campagne informative e preventive.
La realizzazione di sistemi di videosorveglianza richiede una documentazione tecnica specifica. Non è ammesso utilizzare il finanziamento per la mera sostituzione o manutenzione di sistemi già realizzati.
Nella circolare non ho trovato un riferimento espresso al noleggio operativo di Unità Cinofile private. Per questo non ritengo corretto sostenere che tale servizio sia automaticamente finanziabile.
Un Comune beneficiario può eventualmente rappresentare questa esigenza nella propria progettazione, ma deve chiedere alla Prefettura una valutazione preventiva e formale della spesa. In materia di fondi pubblici, una possibilità tecnica non deve essere trasformata in una certezza amministrativa.
Il limite di una lettura esclusivamente demografica
I criteri di assegnazione servono a distribuire una risorsa limitata. Non definiscono però dove il problema della droga esista e dove invece non esista.
Un piccolo Comune escluso dall’elenco non può essere automaticamente considerato estraneo a fenomeni di consumo, cessione o spaccio. Allo stesso modo, l’inserimento tra i beneficiari non significa che un territorio versi necessariamente in una condizione di emergenza.
Le criticità possono interessare grandi città, periferie, Comuni medi, piccoli centri, stazioni, parchi, impianti sportivi e luoghi di aggregazione. Possono assumere forme diverse e richiedere risposte differenti.
Occorre evitare sia la sottovalutazione sia l’allarmismo. La progettazione deve partire da evidenze territoriali: segnalazioni attendibili, servizi già svolti, informazioni degli istituti, attività della Polizia Locale e valutazioni condivise nel sistema provinciale della sicurezza.
I dati nazionali aiutano a comprendere l’ampiezza del fenomeno, ma non autorizzano ad attribuire automaticamente una criticità a un determinato territorio. La sicurezza urbana richiede capacità di lettura locale.
Che cosa può aggiungere una Unità Cinofila antidroga
Una Unità Cinofila può ampliare le capacità di ricerca e controllo, ma non è una soluzione autonoma.
Il cane deve lavorare con un conduttore formato, all’interno di un dispositivo coordinato dal Comando. Devono essere stabiliti obiettivo, ambiente, modalità di accesso, sicurezza dell’area, gestione delle persone, documentazione dell’attività e procedure da adottare in caso di segnalazione.
Il servizio privato non sostituisce la Polizia Locale o le altre Forze di Polizia. Non trasferisce al conduttore privato poteri pubblici che non gli appartengono.
Il Team K9 mette a disposizione una competenza tecnica di detection. La Polizia Locale mantiene la responsabilità del servizio, esercita i propri poteri e valuta gli atti successivi. Questa distinzione deve essere esplicita sia nella progettazione sia nel contratto.
Anche l’effetto preventivo deve essere interpretato correttamente. La visibilità di una Unità Cinofila può contribuire al presidio, ma il suo utilizzo non dovrebbe ridursi a una presenza simbolica. Se viene impiegato un cane da rilevamento, devono esistere un obiettivo tecnico e condizioni coerenti con le sue capacità.
Un reparto interno è un sistema, non un cane
Quando un’amministrazione valuta la costituzione di un reparto cinofilo, la domanda non dovrebbe essere soltanto: quanto costa acquistare un cane?
Un reparto professionale richiede prima di tutto la selezione del conduttore. L’operatore dovrà affrontare un percorso formativo specialistico e garantire continuità nel rapporto con il cane. Il suo impiego dovrà essere compatibile con il resto dell’organizzazione del Comando.
Occorre selezionare il cane sulla base delle caratteristiche individuali e delle attività previste. Un soggetto efficace in un ambiente controllato non è necessariamente idoneo a lavorare nelle aree urbane, vicino al traffico, in presenza di persone, rumori e superfici differenti.
Dopo l’acquisizione iniziano le responsabilità permanenti: veicolo attrezzato, trasporto, attrezzature, alimentazione, gestione sanitaria, profilassi, assicurazione, benessere, riposo e tutela dalle condizioni climatiche.
Il mantenimento addestrativo deve proseguire durante tutta la vita operativa. Servono sessioni regolari, campioni adeguati, ambienti diversi, registrazione delle prestazioni e verifiche periodiche. Bisogna evitare che il team lavori soltanto su configurazioni conosciute, sviluppando una familiarità che non corrisponde necessariamente alla capacità di affrontare situazioni nuove.
Esiste infine il problema della continuità operativa. Che cosa accade quando il conduttore è in ferie, viene trasferito o non è disponibile? Che cosa accade se il cane deve sospendere l’attività per ragioni sanitarie? Il servizio viene interrotto o esiste una seconda Unità Cinofila?
Queste domande non rendono sbagliata la costituzione di un reparto interno. Dimostrano semplicemente che la decisione deve essere basata sul fabbisogno e sulla sostenibilità, non sull’effetto comunicativo prodotto dalla presenza del cane.
Perché nei Comuni medio-piccoli può essere preferibile un servizio esterno
Un Comune che prevede un numero limitato di impieghi durante l’anno potrebbe non avere una giustificazione organizzativa sufficiente per costituire e mantenere un reparto autonomo.
In questi casi, la fornitura programmata di un Team K9 esterno può rappresentare un’alternativa da valutare. La parola decisiva è “programmata”. Un servizio costruito soltanto su richieste occasionali rischia di non sviluppare una conoscenza adeguata del territorio e di non integrarsi nel piano operativo del Comando.
Diversamente, un programma annuale consente di stabilire frequenza, obiettivi, aree, orari e modalità di impiego. Permette inoltre di collegare gli interventi alla formazione degli operatori e alla valutazione periodica delle attività.
Il fornitore mantiene, nei limiti definiti dal contratto, la responsabilità del cane, della formazione del conduttore, della gestione sanitaria e del mantenimento addestrativo. L’amministrazione può così accedere alla capacità specialistica senza farsi carico dell’intera infrastruttura.
Il progetto CITTÀ SICURA
Con FP GROUP SRL e K9 Secure Service abbiamo sviluppato “CITTÀ SICURA”, un modello rivolto alle amministrazioni che intendono impiegare Unità Cinofile antidroga professionali senza costituire un reparto interno.
Il progetto può prevedere 12, 24 o 36 interventi annuali. Non proponiamo un calendario uguale per tutti: numero, frequenza e distribuzione degli impieghi devono essere costruiti con il Comando sulla base del territorio.
Gli interventi possono essere programmati in prossimità degli istituti, nei parchi, presso le stazioni, nei luoghi di aggregazione o durante servizi ed eventi individuati dall’amministrazione. Il Team K9 lavora a supporto degli operatori pubblici, senza sostituirne attribuzioni e poteri.
Il modello può comprendere la pianificazione operativa, la disponibilità dei team, il mantenimento addestrativo, la gestione sanitaria secondo le condizioni contrattuali e la formazione specialistica del personale. La programmazione rende i costi maggiormente prevedibili e permette di valutare il servizio in funzione del numero degli interventi effettivamente necessari.
Collaborazione tra Comuni
Per amministrazioni di dimensioni ridotte, un’ulteriore possibilità è rappresentata dalla collaborazione intercomunale.
Comuni vicini possono valutare convenzioni, accordi o altre forme organizzative consentite per condividere una capacità specialistica. Ogni ente conserva le proprie competenze, mentre la programmazione può essere coordinata per aumentare l’efficienza del servizio.
La collaborazione può riguardare il calendario degli interventi, la formazione, la condivisione delle esperienze e la definizione di procedure comuni. Occorre però disciplinare con precisione direzione operativa, responsabilità, costi e modalità di attivazione.
Non è sufficiente dichiarare genericamente la volontà di collaborare. Un progetto intercomunale deve diventare un modello amministrativo e operativo verificabile.
Le possibilità per chi non riceve il contributo ministeriale
I Comuni esclusi dai 70 beneficiari non possono accedere direttamente alle risorse disciplinate dalla circolare del 23 ottobre 2026.
Possono però valutare l’utilizzo di fondi propri, eventuali misure regionali, progetti di sicurezza urbana integrata o risorse condivise con altre amministrazioni. Ogni fonte possiede regole specifiche e deve essere verificata prima di includere una determinata spesa.
La ricerca del finanziamento non dovrebbe precedere la definizione del bisogno. Un’amministrazione dovrebbe innanzitutto chiarire quali problemi intende affrontare, quali luoghi interessano il progetto, quante attività sono necessarie e quali risultati vuole monitorare.
Solo dopo questa analisi è possibile scegliere tra reparto interno, servizio esterno o modello intercomunale.
Progettazione, formazione e approvvigionamento
FP GROUP SRL e K9 Secure Service lavorano già con Comandi di Polizia Locale nella formazione, nella fornitura e nella gestione di Unità Cinofile professionali.
Possiamo affiancare l’amministrazione sia nella valutazione di un reparto interno sia nella costruzione di un servizio esterno programmato. FP GROUP SRL opera sul MEPA, il Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione.
Il nostro lavoro non consiste semplicemente nel fornire un cane. Analizziamo esigenze, scenari, organizzazione, formazione, continuità addestrativa e integrazione con il dispositivo del Comando.
Sono aspetti che considero essenziali sulla base della mia esperienza come ex Specialista Cinofilo Antiesplosivo dei Reparti Speciali della Polizia di Stato, formatore professionale e Canine Security Advisor.
Conclusione
Il programma “Scuole Sicure” rappresenta un’opportunità concreta per 70 Comuni, ma non esaurisce il tema della prevenzione antidroga nei territori.
Le amministrazioni escluse dall’elenco non devono essere considerate prive di alternative. Possono costruire programmi con risorse proprie, ricercare misure regionali, collaborare con altri enti o acquisire una capacità specialistica esterna.
La scelta deve essere preceduta da una domanda: quante volte, in quali scenari e con quali obiettivi il Comune ha realmente bisogno di una Unità Cinofila? Soltanto dopo aver risposto è possibile individuare il modello più sostenibile.
Il vostro Comune sta valutando l’impiego periodico di Unità Cinofile antidroga a supporto della Polizia Locale? K9 Secure Service può affiancarvi nella progettazione di un programma operativo personalizzato, senza la necessità di costituire un reparto cinofilo interno.
Francesco Piliego
Canine Security Advisor
Amministratore Unico FP GROUP SRL
Ex Specialista Cinofilo Antiesplosivo dei Reparti Speciali della Polizia di Stato
K9 SECURE SERVICE
Servizi cinofili specialistici per la sicurezza urbana
www.k9secure.com
info@fpgroupsrl.com
Domande frequenti
Anche i piccoli Comuni possono avere problemi di spaccio?
La dimensione demografica non permette, da sola, di escludere o confermare il problema. Ogni amministrazione deve basarsi su segnalazioni, attività di controllo, dati locali e confronto con Prefettura e Forze di Polizia.
Quanto costa creare un reparto cinofilo di Polizia Locale?
Il costo non riguarda soltanto l’acquisto del cane. Devono essere considerati formazione, veicolo, attrezzature, assistenza sanitaria, benessere animale, mantenimento addestrativo, disponibilità del personale e continuità operativa.
Un Comune può utilizzare un Team K9 esterno?
Può acquisire un servizio specialistico nel rispetto delle norme applicabili e delle procedure di affidamento. Il team privato affianca la Polizia Locale, ma non ne sostituisce poteri, funzioni o responsabilità.
Quanti interventi prevede CITTÀ SICURA?
Il progetto può essere strutturato su 12, 24 o 36 interventi annuali, personalizzati con il Comando in base alle esigenze del territorio.
Più Comuni possono condividere il servizio?
È possibile valutare convenzioni o altre forme di collaborazione intercomunale, disciplinando programmazione, costi, responsabilità e direzione operativa. Ogni soluzione deve essere verificata dagli uffici competenti.