Il programma di lavoro Horizon Europe 2026–2027 dedica nuove risorse alla sicurezza civile, alla ricerca applicata e allo sviluppo di capacità operative. Tre topic previsti per il 2027, con una dotazione indicativa complessiva di 26,5 milioni di euro, meritano attenzione anche da parte di chi opera nella detection professionale.
La cifra è la somma di tre linee distinte: 14 milioni di euro per la rilevazione e la caratterizzazione di minacce o merci illegali e di contrabbando nel cargo; 8 milioni per risposte efficaci e basate su evidenze alla crescente disponibilità e all’uso di droghe sintetiche e stimolanti in Europa; 4,5 milioni per accelerare l’adozione di innovazioni avanzate sviluppate dalle PMI nel settore della sicurezza.
Le tre linee risultano programmate in apertura il 5 maggio 2027, con scadenza il 4 novembre 2027. Non sono fondi destinati specificamente alle unità cinofile e non costituiscono contributi per acquistare semplicemente cani addestrati o creare un reparto. Sono programmi competitivi di ricerca e innovazione, costruiti intorno a obiettivi, partenariati, sperimentazioni e risultati tecnici verificabili.
Tre topic, tre finalità differenti
Il primo topic, HORIZON-CL3-2027-01-BM-03, riguarda la rilevazione e la caratterizzazione di minacce o merci illegali e di contrabbando nel cargo. Il budget indicativo è di 14 milioni di euro; la Commissione prevede contributi nell’ordine di 3,5 milioni per progetto e stima di finanziare quattro proposte.
Il campo comprende la sicurezza del trasporto aereo, marittimo, postale, stradale e ferroviario e può interessare esplosivi o dispositivi incendiari, droghe illecite e precursori, armi trafficate, contrabbando e materiali CBRN-E. Il programma cita sensori, intelligenza artificiale, ispezione non intrusiva, riconoscimento automatizzato delle minacce, sistemi di screening, tracciamento e interoperabilità.
Il secondo topic, HORIZON-CL3-2027-01-FCT-05, dispone di 8 milioni di euro. La contribuzione stimata è di circa 4 milioni per progetto, con due proposte attese. L’obiettivo non è soltanto tecnologico: il programma richiede risposte basate su evidenze alla diffusione delle droghe sintetiche e degli stimolanti, includendo prevenzione, riduzione del danno, contrasto della violenza e miglioramento delle tecnologie e degli strumenti utilizzati contro il traffico lungo la catena di approvvigionamento.
Il terzo topic, HORIZON-CL3-2027-01-SSRI-01, assegna 4,5 milioni di euro all’accelerazione dell’adozione di innovazioni avanzate delle PMI. La Commissione indica circa 1,5 milioni per progetto e tre progetti attesi. Anche in questo caso non basta essere una piccola o media impresa attiva nella sicurezza: occorre presentare un’innovazione coerente con gli esiti richiesti, dotata di un percorso credibile di sperimentazione, adozione e impatto.
Dove può entrare la detection cinofila
La presenza di questi topic non significa che ogni attività cinofila possa trasformarsi in un progetto europeo. Il possibile ruolo delle unità K9 deriva dalla loro integrazione in sistemi più ampi, non dalla semplice disponibilità di un cane addestrato.
Un cane da rilevamento può contribuire alla sperimentazione di architetture multimodali nelle quali la detection biologica viene combinata con sensori, scanner, analisi dei dati, procedure doganali, tecnologie di tracciamento e sistemi di supporto decisionale. Può essere impiegato per studiare sequenze di controllo, riduzione dei tempi, selezione delle aree da approfondire e complementarità fra strumenti.
Questa è un’interpretazione applicativa, non un’indicazione esplicita del bando. I documenti europei non riservano una quota alle unità cinofile. Un progetto dovrebbe dimostrare perché la componente K9 è necessaria, quale problema risolve, come viene confrontata con le tecnologie disponibili e attraverso quali indicatori ne viene misurato il contributo.
Il cane non è alternativo alla tecnologia
Considerare il cane come un’alternativa alla tecnologia conduce a una contrapposizione poco utile. I sistemi di sicurezza più evoluti combinano capacità differenti, ciascuna con vantaggi e limiti.
La mobilità, la capacità di lavorare in configurazioni variabili e la sensibilità olfattiva rendono il cane un asset specializzato. Sensori e sistemi automatizzati possono invece offrire registrazione continua, standardizzazione, analisi quantitativa, tracciabilità e integrazione dei dati.
La ricerca dovrebbe verificare come queste capacità possano sostenersi reciprocamente. Una segnalazione cinofila potrebbe indirizzare un controllo strumentale; una piattaforma tecnologica potrebbe contribuire alla pianificazione della ricerca; i dati ambientali potrebbero aiutare a interpretare la prestazione; procedure condivise potrebbero ridurre errori, tempi e dipendenza da decisioni non documentate.
Quali domande dovrebbe affrontare un progetto K9
Un progetto credibile dovrebbe partire da una necessità operativa specifica. Non sarebbe sufficiente dichiarare che i cani sono efficaci. Occorrerebbe definire lo scenario, le minacce, i target, le quantità, le varianti, i contenimenti, gli ambienti e le prestazioni richieste.
Dovrebbe inoltre stabilire come misurare hit, miss e falsi allarmi, tempi di ricerca, precisione della localizzazione, capacità di generalizzazione e variazione della prestazione fra team. Se il cane viene integrato con uno strumento, sarebbe necessario confrontare il sistema combinato con le singole componenti e verificare in quali condizioni l’integrazione produca un vantaggio reale.
Un’altra area di interesse riguarda la tracciabilità. La sicurezza operativa richiede dati che permettano di riesaminare le decisioni, confrontare configurazioni e correggere le procedure. La raccolta dei dati non deve trasformare il cane in una macchina, ma rendere più solida la valutazione del sistema in cui opera.
Il tema dei campioni e delle varianti
Nei progetti dedicati a esplosivi, stupefacenti o precursori, la qualità dei campioni di addestramento e di prova sarebbe centrale. L’odore disponibile può variare con composizione, lotto, purezza, invecchiamento, conservazione e contenimento.
Un progetto che utilizza sempre lo stesso materiale rischia di misurare la familiarità con un esemplare più che la capacità di generalizzare verso una categoria operativamente rilevante. Per questo servirebbero campioni rappresentativi, procedure di manipolazione controllate, prove cieche o double blind e una chiara separazione fra addestramento, validazione e dimostrazione.
Questi elementi permetterebbero di capire non soltanto se il cane segnala, ma quale informazione stia effettivamente utilizzando e quanto la prestazione sia trasferibile a condizioni nuove.
Partenariati prima delle candidature
Horizon Europe è costruito sulla collaborazione. Per la detection K9, un partenariato potrebbe riunire aziende specializzate, università, laboratori, centri di ricerca, Forze di Polizia, autorità doganali, operatori logistici, produttori di sensori e sviluppatori di piattaforme.
Ogni soggetto dovrebbe portare una competenza verificabile. Gli utilizzatori finali definiscono esigenze e scenari; la ricerca costruisce il metodo; le aziende sviluppano e integrano le soluzioni; gli operatori K9 contribuiscono con competenze sulla formazione, sui target, sulla generalizzazione e sulla prestazione sul campo.
Il valore del partenariato non dipende dal numero dei partecipanti, ma dalla capacità di collegare un problema concreto a una soluzione sperimentabile e adottabile.
Che cosa non finanziano automaticamente questi programmi
I 26,5 milioni non costituiscono un unico bando per la cinofilia. Non finanziano automaticamente l’acquisto di cani, la costituzione ordinaria di un reparto, la sostituzione di attrezzature o corsi non inseriti in un progetto di ricerca e innovazione.
Ogni topic possiede finalità, requisiti, condizioni di ammissibilità e criteri di valutazione propri. Prima di costruire una proposta occorre leggere integralmente la documentazione e verificare il ruolo dei partner, il tipo di azione, i risultati attesi, il livello di maturità della soluzione e le condizioni giuridiche e finanziarie.
Una prospettiva per FP GROUP e K9 Secure Service
Con FP GROUP SRL e K9 Secure Service lavoriamo nella formazione, nella progettazione e nella gestione di capacità cinofile specialistiche per Enti Pubblici, Polizie Locali e sistemi di sicurezza avanzata.
Guardiamo alla programmazione europea 2027 come a un’occasione per valutare collaborazioni nella ricerca applicata alla detection K9. Il punto non è presentare il cane come risposta universale, ma contribuire alla costruzione di sistemi nei quali la sua capacità venga integrata, misurata e utilizzata con responsabilità.
L’innovazione nella sicurezza non consiste necessariamente nel sostituire ciò che funziona. Consiste nel comprendere come verificarlo, migliorarlo e collegarlo a strumenti e procedure sempre più evoluti.
La domanda strategica è quindi questa: siamo pronti a trasformare l’esperienza operativa K9 in protocolli, dati e risultati capaci di sostenere un vero progetto europeo di ricerca e innovazione?
Francesco Piliego
Francesco Piliego è CEO di FP GROUP SRL, azienda specializzata in servizi cinofili professionali per la sicurezza, la difesa e l’ambiente. Ex specialista delle unità cinofile antiesplosivo della Polizia di Stato, è formatore, autore ed esperto in detection. Svolge attività di divulgazione attraverso podcast su Spotify ed è autore e proprietario del canale YouTube @francescopiliegoreal, che ha superato le 100.000 visualizzazioni.
Fonti ufficiali
Commissione europea, Horizon Europe Work Programme 2026–2027 – 6. Civil Security for Society, decisione C(2026) 6687/2 del 29 settembre 2026. Programma di lavoro ufficiale.
Commissione europea, Funding & Tenders Portal, call HORIZON-CL3-2027-01 – Civil Security for Society 2027. Portale ufficiale dei bandi.