Frequenza di Sniffing e Discriminazione Olfattiva: due pilastri fondamentali che molti confondono nella costruzione del cane da detection

Una delle confusioni più frequenti che osservo nella formazione dei cani da rilevamento riguarda due concetti che spesso vengono trattati come se fossero la stessa cosa: la frequenza di sniffing e la discriminazione olfattiva.

In realtà si tratta di due competenze completamente differenti.

Vengono costruite attraverso processi diversi. Coinvolgono meccanismi cognitivi differenti.

E soprattutto producono effetti diversi sul lavoro futuro del cane.

Quando questi due aspetti vengono confusi o sviluppati contemporaneamente senza una corretta progressione metodologica, il rischio è quello di creare conflitto, rallentamenti nell’apprendimento e, nei casi peggiori, compromettere la solidità della futura.


La frequenza di sniffing non è discriminazione

La frequenza di sniffing riguarda il modo in cui il cane utilizza il proprio naso. È un aspetto strettamente legato al campionamento dell’aria e delle molecole odorose.

Quando lavoriamo sulla frequenza di sniffing stiamo insegnando al cane:

  • ad aumentare il numero di inspirazioni;
  • a mantenere continuità nella ricerca;
  • a sviluppare concentrazione olfattiva;
  • a costruire un comportamento di ricerca attivo;
  • a utilizzare il naso come strumento principale di raccolta delle informazioni.

In questa fase il cane non deve necessariamente prendere decisioni complesse.

Deve imparare a cercare. Deve imparare a campionare. Deve imparare a lavorare dentro l’odore. In altre parole, stiamo costruendo il motore.


La discriminazione è un processo cognitivo

La discriminazione olfattiva è un passaggio successivo.

Qui non stiamo più lavorando sulla quantità di informazioni raccolte, stiamo lavorando sulla qualità delle informazioni elaborate.

Il cane deve imparare a distinguere:

  • target odor;
  • odori neutri;
  • distrattori;
  • contaminazioni;
  • odori residui;
  • sorgenti secondarie.

In questa fase il cane deve effettuare una scelta.

Deve prendere una decisione. Deve comprendere quale informazione sia rilevante e quale invece debba essere ignorata.

La discriminazione non riguarda il naso. riguarda il cervello.


Il rischio di anticipare i tempi

Molto spesso si osservano cani ai quali viene chiesto di discriminare prima ancora che abbiano sviluppato una ricerca solida.

È come chiedere ad un bambino di risolvere un problema matematico senza avergli insegnato prima i numeri.

Il cane si trova improvvisamente a dover:

  • cercare;
  • campionare;
  • interpretare;
  • scegliere.

Tutto nello stesso momento.

Il risultato è quasi sempre una perdita di fluidità nella ricerca e una diminuzione della fiducia del cane nel lavoro.


La detection è un puzzle

Quando costruisco un cane da detection professionale mi piace utilizzare una metafora molto semplice: La detection è un puzzle.

Ogni competenza rappresenta un pezzo.

La frequenza di sniffing è un pezzo.

La motivazione è un pezzo.

La memoria olfattiva è un pezzo.

Il COB è un pezzo.

La discriminazione è un pezzo.

La gestione delle contaminazioni è un pezzo.

La lettura del pattern odoroso è un pezzo.

Ogni elemento deve essere sviluppato singolarmente, ogni elemento deve diventare stabile.

Soltanto successivamente i vari componenti possono essere integrati all’interno di un sistema unico.

Se tentiamo di assemblare il puzzle prima di avere tutti i pezzi correttamente costruiti, inevitabilmente compariranno delle lacune.

Un cane da detection professionale non è semplicemente un cane che trova un odore. È un soggetto che possiede competenze diverse, sviluppate in modo progressivo e integrate correttamente.

Per questo motivo la domanda che ogni istruttore dovrebbe porsi non è:

“Il cane trova?”

La domanda corretta è:

“Quale competenza sto costruendo in questo momento?”

Perché ogni fase della detection ha un obiettivo specifico.

E soltanto rispettando la sequenza corretta di apprendimento possiamo costruire cani affidabili, autonomi e realmente operativi.


Francesco Piliego

Ex Specialista Cinofilo Antiesplosivo dei Reparti Speciali della Polizia di Stato, formatore e consulente specializzato nei sistemi di detection e nelle Unità Cinofile operative. Amministratore Unico di FP GROUP SRL e CEO di K9 Secure Service. Professionista impegnato nello sviluppo di standard tecnici e modelli operativi per la detection professionale.

DIFFERENTI NEL RILEVAMENTO, CONCRETI NEI RISULTATI.

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