È la domanda che pongo con più frequenza quando entro in un reparto. Nella quasi totalità dei casi la risposta arriva sicura, immediata, sincera: il cane lavora bene. Il punto è che questa affermazione, da sola, non ha alcun valore tecnico. Non perché il conduttore menta, ma perché nessun professionista può essere allo stesso tempo esecutore e valutatore della propria prestazione.
In un dispositivo di sicurezza l’affidabilità non è un’opinione. È un dato misurabile, documentato e verificato da un soggetto che non ha interesse nel risultato. Vediamo perché.
1. Lo dice il conduttore
- Chi addestra e conduce il cane è la persona meno adatta a certificarne l’affidabilità: è una posizione di conflitto strutturale, non una questione di onestà personale.
- La ricerca scientifica ha dimostrato che le convinzioni del conduttore alterano il comportamento e le marcature del cane, anche in assenza di sostanza target. Se le prove interne vengono condotte da chi conosce la posizione del target, il risultato è viziato in partenza.
- L’allenamento quotidiano misura la ripetizione, non la prestazione. Sono due cose diverse: un’unità può ripetere perfettamente esercizi noti e fallire in uno scenario reale mai incontrato prima.
2. Si è sempre fatto così
- La consuetudine non è uno standard. Uno standard è scritto, pubblico, misurabile e uguale per tutti. La consuetudine è locale, verbale e non trasferibile.
- Se il metodo non è formalizzato, quando il conduttore va in quiescenza o cambia sede, il patrimonio operativo del reparto se ne va con lui.
- Senza criteri predefiniti non esiste tracciabilità: non è possibile ricostruire a posteriori come e quando l’operatività dell’unità sia stata accertata.
- In sede di contestazione, si è sempre fatto così non è una difesa. È l’ammissione che non esiste un processo.
3. Cosa cambia con la verifica di parte terza
- Indipendenza e imparzialità: chi valuta non ha addestrato l’unità e non ha interesse nell’esito.
- Criteri predefiniti e uguali per tutti: scenari, quantitativi, tempi, soglie di superamento e casi di falso positivo sono stabiliti prima della prova, non interpretati durante.
- Valutatori qualificati e periodicamente aggiornati, con requisiti verificabili.
- Esito documentato, con validità temporale definita e obbligo di mantenimento. Una certificazione senza scadenza non è una certificazione.
- Gestione formalizzata di reclami, ricorsi e non conformità.
4. Non tutte le certificazioni sono uguali
- Un attestato rilasciato da chi ha erogato il corso è un’autodichiarazione, per quanto ben confezionata. La certificazione delle persone segue la norma ISO/IEC 17024, che impone la separazione netta tra formazione e valutazione.
- L’accreditamento è ciò che distingue un Organismo di Certificazione da un ente che emette diplomi. Senza accreditamento non esiste garanzia di imparzialità né verifica reale dei controlli.
- Per la detection in ambito sicurezza il riferimento corretto è lo schema proprietario FCC.PCS.1121 K9 Detection, di cui sono Referente Tecnico, in aderenza a ISO/IEC 17024. Attenzione: la UNI 11847:2022 riguarda gli istruttori cinosportivi, non la detection operativa. È una confusione ricorrente nei capitolati.
- Sul piano internazionale la buona prassi è codificata, ad esempio, dalla BS 8517-2, che disciplina l’impiego operativo del cane da rilevamento nei servizi di detection, mentre la BS 8517-1 riguarda i cani da sicurezza general purpose.
- In altri settori questo non è un auspicio, è una misura. Il quarto studio condotto da Inail con Accredia ha confrontato 25.932 imprese con sistema di gestione certificato sotto accreditamento e un campione speculare di imprese non certificate, omogeneo per regione, dimensione, voce di tariffa e anno, sulla serie infortunistica del quinquennio 2017 e 2021. Risultato: l’indice di frequenza degli infortuni scende da 24,3 a 18,8, pari a una riduzione del 22,6 per cento, e il rapporto di gravità scende da 20,9 a 14,8, pari a una riduzione del 29,2 per cento. Tradotto dagli stessi autori: con una certificazione accreditata un infortunio su quattro viene evitato, e quando accade la sua gravità è del 30 per cento più bassa.
- Nessuno sostiene che il documento in sé fermi un infortunio. A produrre quei numeri è il meccanismo che sta dietro la certificazione accreditata: verifica condotta da un soggetto indipendente, criteri stabiliti prima, mantenimento nel tempo. È esattamente lo stesso meccanismo che rende difendibile un’unità cinofila. Cambia l’ambito, non il principio.
5. Le sei domande da porre prima di firmare
- Chi ha valutato l’unità cinofila e che rapporto ha con chi l’ha addestrata?
- Su quale schema tecnico si è svolta la valutazione e dove è consultabile?
- L’Organismo di Certificazione è accreditato? Per quale norma?
- Qual è la data di scadenza della certificazione e come è previsto il mantenimento?
- Le prove sono state condotte in doppio cieco, con prove bianche e registrazione dei falsi positivi?
- Esiste documentazione dell’attività operativa svolta, utilizzabile in caso di contestazione?
Se anche una sola di queste domande resta senza risposta scritta, il reparto non ha un problema cinofilo. Ha un problema di responsabilità.
Certificare un’unità cinofila non significa aggiungere un timbro. Significa trasformare una convinzione in un dato difendibile: davanti a un’Amministrazione, davanti a un committente, davanti a un giudice.
Francesco Piliego
Canine Security Advisor
Referente Tecnico Schema FCC.PCS.1121 K9 Detection
Cum canibus in futuro
RIFERIMENTI NORMATIVI E SCIENTIFICI
ISO/IEC 17024:2012, Valutazione della conformità. Requisiti generali per gli organismi che eseguono la certificazione delle persone.
Schema di certificazione proprietario FCC.PCS.1121 K9 Detection, F.C.C. Srls, Organismo di Certificazione Accreditato.
Schema di certificazione FCC.K9SAR.2K26 K9 SAR, collegato allo standard UNI/PdR 160.
UNI 11847:2022, Istruttore cinosportivo. Norma riferita all’ambito sportivo cinotecnico, non alla detection in ambito sicurezza.
Regolamento (CE) n. 765/2008, in materia di accreditamento e vigilanza del mercato.
BS 8517-2:2016, Security dogs. Code of practice for the use of detection dogs; BS 8517-1:2016, Security dogs. Code of practice for the use of general purpose security dogs.
Lit L., Schweitzer J.B., Oberbauer A.M. (2011), Handler beliefs affect scent detection dog outcomes, Animal Cognition, 14(3).
Inail e Accredia, L’efficacia delle certificazioni accreditate per i sistemi di gestione per la salute e la sicurezza sul lavoro, quarta edizione dello studio, campione di 25.932 imprese certificate UNI EN ISO 45001, periodo 2017 e 2021; Osservatorio Accredia, quaderno realizzato con Inail e Aicq.
www.francescopiliego.com