Lavorare con il Kong è cinofilia tout-court . Lavorare con le sostanze è attività professionale. Nella preparazione di un cane destinato alla sicurezza questa distinzione fa una differenza enorme, e vedo con frequenza che molti professionisti, me compreso, impostano il lavoro partendo dal Kong. È corretto, lo faccio, lo discuto e lo analizzo. Non lo faccio sempre, perché dipende dalle situazioni, dal soggetto e dall’obiettivo. Il problema non è quindi lo strumento. Il problema è dove ci si ferma.
Dove nasce l’equivoco?
Chi non ha esperienza operativa tende a fermarsi all’addestramento con il Kong, oppure a credere che sia sufficiente aggiungere in una fase successiva l’associazione con le sostanze target, reali o pseudo. A quel punto ritiene di poter consegnare un cane operativo. Non è così. Si sta consegnando un cane che rileva sostanze target, reali o pseudo. Non si sta consegnando un cane che sa svolgere attività operativa.
Sono due piani diversi. Il primo attiene alla capacità discriminativa: il cane riconosce e segnala un odore bersaglio. Il secondo attiene alla capacità di esprimere quella competenza dentro la realtà in cui dovrà lavorare, che non è un campo di addestramento e non somiglia quasi mai alle condizioni in cui l’apprendimento è avvenuto.
Che cosa è davvero l’attività operativa?
L’attività operativa di un binomio non è il rilevamento della sostanza. È la costruzione degli scenari e delle simulazioni di ciò che può realmente accadere, comprese le situazioni di emergenza. Significa preparare il binomio a operare in contesti che presentano tutto ciò che il campo di addestramento non ha:
● Ambienti reali e mai conosciuti prima, con geometrie, superfici e correnti d’aria che modificano la diffusione dell’odore e impongono schemi di ricerca diversi da quelli abituali.
● Presenza di pubblico, rumore, folla, mezzi in movimento, altri animali: distrattori che competono con l’attività di ricerca e che vanno gestiti, non evitati.
● Vincoli di tempo, spazi negati, interlocutori esterni, coordinamento con altri operatori e con le forze dell’ordine.
● Gestione della segnalazione in condizioni reali: cosa accade dopo la marcatura, chi decide, come si preserva l’area, come si documenta l’intervento.
● Situazioni di emergenza, ossia il momento in cui lo scenario cambia all’improvviso e il binomio deve continuare a funzionare mentre tutto il resto si muove.
“L’emergenza è la parte che quasi nessuno addestra“
La simulazione delle emergenze è l’elemento più trascurato e, non a caso, quello che separa un cane addestrato da un cane operativo. Un’unità che non ha mai lavorato dentro uno scenario che degenera, che non ha mai affrontato un’evacuazione, un allarme, una reazione scomposta del pubblico o un cambio improvviso di priorità, si troverà a viverla per la prima volta il giorno in cui accade davvero. E la prima volta, in sicurezza, è il momento peggiore per scoprire i propri limiti.
La responsabilità di chi consegna…
Quando un’unità viene consegnata senza questo percorso, non si sta commettendo una scorrettezza tecnica soltanto verso il committente. Si sta mettendo un binomio dentro un contesto che non conosce e che nessuno gli ha insegnato a leggere. Il cane dovrà comunque lavorarci dentro, e lo farà senza gli strumenti per farlo. La responsabilità non è sua ed è bene ricordarlo: è di chi lo ha preparato e di chi lo ha accettato in consegna.
C’è poi un aspetto che riguarda la difendibilità della prestazione. Se l’addestramento si limita alla ricerca in condizioni note, non esiste alcuna evidenza che l’unità sia in grado di operare in condizioni reali. La letteratura scientifica ha inoltre documentato quanto le convinzioni del conduttore possano influenzare le marcature del cane, il che rende ancora più necessari scenari costruiti da terzi, prove in cieco e registrazione dei falsi positivi.
Cosa pretendere prima di accettare una consegna
● La documentazione degli scenari operativi affrontati, non solo delle sessioni di ricerca svolte.
● L’elenco degli ambienti reali in cui il binomio ha lavorato, con le criticità incontrate e come sono state gestite.
● La prova che siano state simulate condizioni di emergenza e situazioni degradate.
● Le modalità di gestione dei distrattori e la registrazione dei falsi positivi.
● La verifica della competenza da parte di un soggetto indipendente da chi ha addestrato, su schema tecnico consultabile.
Il Kong non è il problema. Fermarsi al Kong, o all’associazione con la sostanza, e chiamare quel risultato operatività, lo è.
Un cane che rileva è il punto di partenza. Un binomio che sa operare è il risultato di scenari, simulazioni, errori commessi in addestramento invece che in servizio. La differenza non si vede il giorno della consegna. Si vede il giorno in cui serve davvero.
Francesco Piliego
Canine Security Advisor
Referente Tecnico Schema FCC.PCS.1121 K9 Detection
Cum canibus in futuro
RIFERIMENTI NORMATIVI E SCIENTIFICI
BS 8517-2:2016, Security dogs. Code of practice for the use of detection dogs, in materia di addestramento, registri e requisiti operativi.
ISO/IEC 17024:2012, Valutazione della conformità. Requisiti generali per gli organismi che eseguono la certificazione delle persone.
Schema di certificazione proprietario FCC.PCS.1121 K9 Detection, F.C.C. Srls, Organismo di Certificazione Accreditato, in aderenza a ISO/IEC 17024.
UNI/PdR 160, prassi di riferimento sui profili professionali operanti nelle unità cinofile.
Lit L., Schweitzer J.B., Oberbauer A.M. (2011), Handler beliefs affect scent detection dog outcomes, Animal Cognition, 14(3).
Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, per la sicurezza dell’operatore e la gestione dei cicli di lavoro; Legge 20 luglio 2004, n. 189, in materia di tutela degli animali.
www.francescopiliego.com