Se il cane trova sempre, probabilmente c’è qualcosa che non va, e non vale solo per il rilevamento di sostanze. Il negativo è una competenza!

Nel mondo della detection esiste una frase che spesso genera reazioni contrastanti.

Una frase che, soprattutto sui social, viene percepita quasi come una provocazione.

Eppure, dal mio punto di vista, rappresenta una delle verità più importanti che un istruttore o un conduttore dovrebbe comprendere.

Se il cane trova sempre, probabilmente c’è qualcosa che non va.

Sembra un paradosso.

Dopotutto, non è forse questo l’obiettivo?

Non stiamo forse addestrando un cane affinché trovi l’odore target?

La risposta è sì.

Ma il problema non è il ritrovamento.

Il problema è la prevedibilità.

La detection non è una caccia al tesoro

Molti percorsi addestrativi, soprattutto nelle fasi iniziali, sono costruiti come una sequenza continua di successi.

Il cane entra in campo.

Cerca.

Trova.

Viene premiato.

Ripete.

Trova di nuovo.

Premio.

Ancora.

Premio.

Con il passare del tempo il cane inizia a sviluppare una convinzione molto semplice:

in ogni ricerca esiste sempre qualcosa da trovare.

Ed è qui che nasce il problema.

Perché il mondo reale non funziona così.

Le ricerche negative esistono

Nella realtà operativa una ricerca può terminare senza alcun ritrovamento.

Un veicolo può essere pulito.

Un bagaglio può essere negativo.

Un edificio può non contenere alcuna sorgente target.

Un cane professionale deve essere in grado di accettare questa possibilità.

Deve poter lavorare con la stessa intensità, la stessa motivazione e la stessa precisione sia nelle ricerche positive che in quelle negative.

Quando un cane viene addestrato esclusivamente al successo, spesso sviluppa una forte aspettativa di rinvenimento.

E quando questa aspettativa cresce troppo, iniziano a comparire comportamenti che ogni conduttore dovrebbe conoscere.

Quando il desiderio supera l’informazione

Il cane vuole il premio.

È normale.

È il motore che alimenta il lavoro.

Ma se la motivazione supera la qualità dell’informazione olfattiva, il rischio è che il cane inizi a prendere decisioni basate sull’aspettativa e non sull’odore.

In alcuni casi compaiono:

  • segnalazioni premature;
  • segnalazioni deboli;
  • interesse eccessivo verso punti già utilizzati;
  • dipendenza dagli schemi addestrativi;
  • falsi positivi.

Il cane non sta cercando di ingannare il conduttore.

Sta semplicemente cercando di risolvere il problema che gli è stato presentato.

Il valore delle ricerche negative

Uno degli strumenti più potenti nella costruzione di un Team K9 professionale è la ricerca negativa.

Non perché serva a “frustrare” il cane.

Ma perché insegna al cane una lezione fondamentale.

L’assenza dell’odore è un’informazione.

Il cane deve imparare che il suo compito non è trovare qualcosa a tutti i costi.

Il suo compito è dire la verità.

Se l’odore c’è, deve trovarlo.

Se l’odore non c’è, deve continuare a cercare e concludere la ricerca senza inventare nulla.

Questa è una delle competenze più difficili da costruire.

E una delle più importanti.

Il grande equivoco della performance

Viviamo in un’epoca nella quale tutto deve essere mostrato.

Video.

Reel.

Fotografie.

Dimostrazioni.

Sui social vediamo quasi esclusivamente cani che trovano.

Cani che segnalano.

Cani che vincono.

Cani che hanno successo.

Ma nessuno pubblica una ricerca negativa ben eseguita.

Eppure una ricerca negativa corretta racconta molto di più sulla qualità di un Team K9 rispetto ad una segnalazione facile e prevedibile.

Perché dimostra autocontrollo.

Dimostra indipendenza.

Dimostra capacità di lavorare sull’informazione e non sull’aspettativa.

Il vero obiettivo

Il nostro obiettivo non dovrebbe essere costruire un cane che trova sempre.

Dovrebbe essere costruire un cane che ha ragione.

Sono due concetti molto diversi.

Un cane che trova sempre può impressionare.

Un cane che ha ragione protegge il valore operativo del Team K9.

Protegge la credibilità del conduttore.

Protegge la qualità del servizio.

Protegge la fiducia del cliente o dell’organizzazione che si affida al suo lavoro.

La prossima volta che vedrete un cane trovare dieci volte consecutive, fatevi una domanda.

Sta realmente lavorando sull’odore?

Oppure sta lavorando sull’aspettativa?

Perché nella detection professionale non vince il cane che trova sempre.

Vince il cane che sa distinguere quando l’odore c’è e quando non c’è.

Ed è proprio questa capacità che separa un cane preparato per impressionare da un cane preparato per operare.


Francesco Piliego

Ex Specialista Cinofilo Antiesplosivo dei Reparti Speciali della Polizia di Stato con oltre quindici anni di esperienza operativa. Oggi Amministratore Unico di FP GROUP SRL, CEO di K9 Secure Service e formatore specializzato nell’integrazione delle Unità Cinofile nei sistemi di sicurezza pubblici e privati. Referente di schema FCC Italia per la certificazione delle Unità Cinofile professionali.

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