Costruisci il tuo cane da professionista, non come vuole il professionista.
Il premio serve a costruire il valore della ricerca. Ma il vero motore operativo è l’anticipazione.
Il premio serve a costruire il valore della ricerca. Ma il vero motore operativo è l’anticipazione.
Negli ultimi anni in Italia sta accadendo qualcosa che merita una riflessione seria.
Sempre più spesso si vedono servizi di ricerca narcotici o attività cinofile presentate come supporto alla sicurezza o addirittura in ausilio alle attività di Polizia Giudiziaria, svolte attraverso associazioni sportive dilettantistiche.
È necessario dirlo con chiarezza: non è una questione di simpatia o antipatia verso il mondo sportivo. È una questione di responsabilità, normativa e sicurezza.
Perché il punto è uno solo: la sicurezza non è uno sport.
Lo sport cinofilo è una cosa. La sicurezza è un’altra.
Quando si parla di ricerca persone, spesso si tende a distinguere superficie e macerie come due “specialità” separate.
Dal punto di vista operativo questo è vero, ma dal punto di vista olfattivo la differenza è ancora più profonda e, se non compresa fino in fondo, può compromettere l’affidabilità dell’intervento.
Parlare di detection in ambito di soccorso significa andare oltre l’idea generica di “cane che cerca”: significa ragionare in termini di processi olfattivi, di pattern di odore, di decision making del cane e di affidabilità operativa in contesti complessi, instabili e spesso estremi.
Se non è regolamentato, non vuol dire che vale tutto… L’addestramento e l’impiego operativo di cani da ricerca sostanze (narcotici, esplosivi, armi, valuta) non rientra nelle attività di interesse generale tipiche del volontariato. Si tratta di attività specialistiche, professionali e ad alto rischio.