Il fattore di rischio nell’unità K9: valutazioni e analisi
Il fattore di rischio nell’unità K9 non si elimina, si mappa, si misura e si tratta. Sette categorie di rischio e una metodologia strutturata per gestirlo, invece di subirlo.
Il fattore di rischio nell’unità K9 non si elimina, si mappa, si misura e si tratta. Sette categorie di rischio e una metodologia strutturata per gestirlo, invece di subirlo.
La nomina ad ausiliario di PG ex art. 348 c.p.p. comporta l’ingresso nel perimetro del segreto istruttorio ex art. 329 c.p.p. Essere ausiliari di PG non è pubblicità social.
Il volto dell’agente non si pubblica mai. Il nome del cane e la sua foto sì. È un’incoerenza che espone l’unità cinofila a un rischio concreto, soprattutto nella detection antidroga.
Curare l’attrezzatura, riordinarla a fine servizio, avere sempre il necessario prima di saperne il bisogno. Una delle competenze che insegniamo nei corsi per professionisti cinofili della detection.
Il cane robot non è un cane, e non è un K9. Perché il robot antiesplosivo non sostituisce l’unità cinofila: capacità, indipendenza dalla tecnologia e dove il robot ha davvero senso.
Un cane dual purpose unisce detection e protezione. Ma è un moltiplicatore di capacità solo se entrambe le funzioni sono certificate: altrimenti è un compromesso che le degrada entrambe.
Un capitolato per unità cinofile decide la qualità del servizio prima che la gara si apra. Cinque errori ricorrenti, dal massimo ribasso ai requisiti generici, e come correggerli per selezionare davvero.
In un dispositivo di sicurezza l’affidabilità non è un’opinione. Perché il conduttore non può certificare il proprio cane, cosa cambia con la verifica di parte terza e le sei domande da porre a un fornitore prima di firmare.
Una delle confusioni più frequenti che osservo nella formazione dei cani da rilevamento riguarda due concetti che spesso vengono trattati come se fossero la stessa cosa: la frequenza di sniffing e la discriminazione olfattiva. Vengono costruite attraverso processi diversi. Coinvolgono meccanismi cognitivi differenti.
La prossima volta che vedrete un cane trovare dieci volte consecutive, fatevi una domanda. Sta realmente lavorando sull’odore? Oppure sta lavorando sull’aspettativa? Perché nella detection professionale non vince il cane che trova sempre. Vince il cane che sa distinguere quando l’odore c’è e quando non c’è.
Ed è proprio questa capacità che separa un cane preparato per impressionare da un cane preparato per operare.